Di solito in queste situazioni si dice: “Contro tutto e contro tutti”. Il Senegal ha vinto ieri sera la sua seconda Coppa d’Africa nella storia, nonostante l’assenza di uno dei suoi giocatori più interessanti: il lariano Assane Diao. Con tanto di polemiche tra la Federazione, il CT e Fabregas.
L’ha fatto nella tana del lupo, in Marocco, battendo in finale proprio i padroni di casa. Ed ĆØ successo un po’ di tutto… I Leoni della Teranga hanno giocato meglio, ma hanno faticato a trovare il gol. Che arriva a tempo quasi scaduto: annullato per una spinta precedente. Recupero extra large, contatto veniale e trascurabile in area senegalese e per la squadra arbitrale ĆØ naturalmente calcio di rigore per il Marocco. A questo punto gli ospiti sentono una forte puzza di complotto casalingo, protestano furiosamente ed escono addirittura dal campo per protesta su invito del CT (che deve essere un bel personaggio…) Anche sugli spalti c’ĆØ parecchio movimento. Capitan ManĆ© fa rientrare tutti e dal dischetto Brahim Diaz prova un improbabile cucchiaio che Mendy para facilmente. Si va ai supplementari, ma vista l’inerzia della partita il gol senegalese sembra scontato. E infatti a inizio primo tempo la sassata di Gueye all’incrocio fa da crocevia alla finale. Il Marocco colpisce una traversa, che non conta: il Senegal, senza Diao e contro ogni avversitĆ , si laurea campione d’Africa.
Tra l’altro, 1-0 in finale, 1-0 in semifinale (contro l’Egitto) e 1-0 ai quarti (sul Mali). I gol di Assane farebbero comodo a questa squadra che nella rassegna continentale si ĆØ dimostrata molto cinica.

