L’anno scorso a questo punto del campionato i giocatori di Serie A avevano globalmente saltato 297 partite per infortuni muscolari. Oggi siamo a 388: un aumento del 30%. E’ il risultato dell’analisi della Gazzetta dello Sport su un tema sempre più attuale.
Troppe partite, troppi viaggi, ritmi sempre più alti durante i 90′ (anche per colpa dei cinque cambi: chi esce gioca di meno, sì, ma chi rimane in campo deve correre fino al 90° contro tanti avversari freschi) e chissà quante altre concause. Fatto sta che i tessuti dei nostri beniamini sono sempre più propensi a lesioni, contratture, stiramenti e simili. Lazio, Napoli e Cagliari le più colpite.
Nel Como vengono segnalati problemi muscolari per quattro giocatori: Van der Brempt, Kuhn, Addai e Sergi Roberto. Con 11 partite totali saltate, anche se i conti non ci tornano appieno: solo Sergi e VDB ne hanno saltate 10 in due. Rispetto all’anno scorso la rosea segnala un aumento, da 4 a 11 partite, ma anche qui sarebbe interessante il criterio del conteggio visto che all’undicesima giornata 24-25 avevamo già perso VDB per tre giornate, Mazzitelli per una, Perrone per due, Baselli due/tre.
Comunque allargando lo sguardo al campionato, l’incremento c’è. Ma i calciatori mandano giù il boccone pensando al conto in banca, mentre il loro sindacato – come ci ha raccontato Beppe Dossena qualche tempo fa – sembra ormai succube della FIGC.

