Sognando Gabrielloni

Il tifoso non desidera solo risultati e trofei. Vuole anche giocatori che lo facciano innamorare

Il calcio e lo sport in generale è sempre stato terreno fertile per le aspirazioni più ambiziose e talvolta fantasiose.
Lo sa bene ogni tifoso, che qualsiasi squadra tifi ha i cassetti pieni di sogni. Arrivare in Serie C? Vincere la Champions? Vedere con la propria maglia Messi o Cristiano Ronaldo o Rodri o Mbappe?
Lo sa bene ogni giocatore, che forse farebbe di tutto per giocare un Mondiale o vincere un Pallone d’oro, sia che giochi tra i dilettanti o in Serie A.
E lo sa bene anche Keira Knightley, interprete di “Sognando Beckham”, film che ben descrive il fantasticare tipico di qualsiasi appassionato.

Cosa sogna o sognava un tifoso del Como? La Serie A, certo. Ma immaginiamo che la nostra squadra avesse fatto la stessa scalata, senza però elementi come Gabrielloni, Iovine e Cutrone: non ci mancherebbe forse qualcosa? Assolutamente sƬ. La storia di Patrick, la larianitĆ  DOC di Alessio, la fedeltĆ  di Alessandro. Diciamolo: un tifoso non sogna solo i risultati, i trofei. Sogna anche di avere giocatori che lo facciano innamorare, per il loro talento o per il loro attaccamento (che poi ĆØ un talento anche quello). E domenica sera questa realtĆ  si ĆØ sublimata. E’ vero o no che se anzichĆ© Gabrielloni avesse segnato qualcun altro avremmo esultato, sƬ, ma con meno trasporto? Certo che ĆØ vero.

E perchĆ©? PerchĆ© vogliamo bene a un personaggio meraviglioso. Lavoratore, disponibile, intelligente, simpatico, altruista (vogliamo parlare dell’assist a Nico Paz?), sincero ma senza mai creare casini. Non ĆØ incline a cambiare squadra per quattro soldi in più o per un posto da titolare assicurato. E poi, oh, ĆØ forte. In area si muove da dio e ha SEMPRE il giusto atteggiamento. E’ riuscito nell’impresa non banale di adattarsi a tre diverse categorie incidendo sempre. Ma a parte questo, vuoi mettere l’emozione di aver visto un giocatore onorare la tua maglia sui campi da oratorio e poi accompagnarlo fino alla Serie A? E’ impagabile, qualcosa che i tifosi delle grandi squadre non capiranno mai.

Non solo. Il Como ha avuto diverse bandiere, ma poche negli ultimi anni. Ardito, Gattuso e poi bisogna tornare agli anni ’80. Ne sentivamo la mancanza? AltrochĆ©! E ancora: scorrendo la classifica dei nostri migliori marcatori di tutti i tempi, nelle prime posizioni vediamo una marea di giocatori nati pre-seconda guerra mondiale e poi? Nicoletti, Mirabelli, Cecconi e Ganz: finito. Sognavamo un bomber da acclamare per tanti anni? Sognavamo un 9 che potesse far compagnia nei nostri cuori a Borgonovo (tra l’altro hanno pure il soprannome simile, guarda un po’ il caso)? Affermativo!

E c’ĆØ un’altra cosa, una particolaritĆ . Gabri domenica ha segnato in un momento delicato. Dopo tanti risultati negativi la piazza stava iniziando un po’ a spaccarsi: “pro-Fabregas” e “anti-Fabregas”, “pro-mercato fatto” e “anti-mercato fatto”. Il suo piedone a bucare Svilar ci ha rimessi tutti d’accordo, tutti sulla stessa barca e – perchĆ© no – sullo stesso carro. Gabrielloni ĆØ un unificatore. E non l’ha fatto solo stavolta. Ricordate la prima da allenatore di Fabregas contro la Feralpisalò? Piazza divisa tra i “pro-Longo” e i “pro-scelta della societĆ ”, partita complicata da vincere e gol del numero 9 al 90′ a sistemare ogni cosa. E ricordate la promozione dalla C alla B? Pareggiamo col Grosseto, perdiamo male a Olbia e la tifoseria va nel panico: “Qui perdiamo il campionato”. Qualcuno avrebbe addirittura mandato via Gattuso, io per primo ho avuto dubbi in merito. Arriva la trasferta di Livorno e arriva il gol di Gabrielloni, seguito poi dalla doppietta contro l’Alessandria.

E allora: laborioso, attaccato alla maglia, forte, sincero, bomber da record, unificatore. Se dieci anni fa un tifoso del Como avesse dovuto dare un titolo ai propri desideri, quale avrebbe scelto? “Sognando la Serie A” o “Sognando uno come Gabrielloni”?

Per fortuna oggi non siamo costretti a scegliere!

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