Giochisti contro risultatisti. Como-Milan ha riacceso il dibattito e oggi la domanda è stata fatta anche a Luciano Spalletti, tecnico della Juventus che due anni e mezzo fa a Napoli ha ottenuto il risultato più grande in Italia, lo Scudetto, con un grande gioco.
E l’allenatore toscano non si è sottratto all’argomento: “La partita non solo l’ho vista, ma l’ho anche rivista un’altra volta. A vedere le altre partite si impara: in questo caso si impara sia dal Como che dal Milan. Parliamo di giochisti e risultatisti… Al giochista non piace fare il risultato? Gli piace solo divertirsi? Il Como attraverso questo comportamento pensa ci siano più possibilità di vincere la partita. E fino a un certo punto ha avuto ragione. Poi però contro squadre che amano il blocco basso bisogna essere bravi, perché se hanno corsa, personalità e potenzialità di ribaltarti il campo in poco tempo, diventa rischioso”.
Spalletti passa poi ad alcune considerazioni generali: “Si può vincere in più modi. Io ho la mia identità, so cambiarla, ma non la snaturo. Bisogna sempre avere un equilibrio difensivo, perché anche le squadre meno forti del Milan sanno usare benissimo le ripartenze. A me piacciono tutte e due, bisogna essere aperti a tutte e due le strategie per imparare cose nuove da far fare ai giocatori più volentieri. Stare più bassi e ripartire è anche un rischio nel calcio di oggi, perché con più palle nella propria area ci sono più episodi che possono penalizzarti. Però è un pochino più facile. Giocare in campo aperto e alzare la linea difensiva è più difficile ma anche più stimolante, bello da vedere e internazionale“.

