Per Gabriel Strefezza, Lecce non è una semplice tappa di carriera: è la svolta, la consacrazione, la rinascita tecnica e personale. Due anni e mezzo intensi, culminati con una promozione e una salvezza in Serie A, in cui l’esterno brasiliano si è trasformato da gregario a protagonista assoluto.
Arrivato in Puglia da giocatore di fascia, è stato Marco Baroni, con l’avallo del direttore sportivo Pantaleo Corvino, a trasformarlo in un’ala offensiva, capace di determinare con giocate, gol e personalità. Nel campionato di Serie B 2021/22, Strefezza mise a segno 14 reti (secondo solo a Massimo Coda, Ndr) e servito 6 assist decisivi, risultando determinante per il ritorno dei salentini in massima serie. È lì che è nato il soprannome “Gabri Maravilha”, affettuoso omaggio alla sua esplosione calcistica.
Nel primo Lecce di Serie A del “nuovo ciclo Corvino“, è stato il capocannoniere stagionale con 8 gol e 4 assist, superando le punte Ceesay e Colombo e firmando una delle reti più pesanti del campionato: il rigore decisivo contro l’Udinese del 28 aprile 2023, un 1-0 fondamentale per la salvezza.
Capitano, leader e idolo della tifoseria, Strefezza ha incarnato lo spirito combattivo e creativo del Lecce, diventando un simbolo per l’ambiente giallorosso. Tuttavia, nonostante il forte legame con il club e la città, le difficoltà nel rinnovo contrattuale hanno portato a una separazione consensuale.
Il Como ha rappresentato la nuova sfida, e con Cesc Fabregas in panchina, il brasiliano ha trovato un progetto ambizioso. Con i lariani ha contribuito alla cavalcata promozione, mentre in questa stagione è a quota 3 gol e 4 assist (in biancoblu in totale 6 gol e 6 assist in 47 presenze, Ndr). Pur non essendo sempre titolare – nelle ultime due gare è partito dalla panchina con Ikoné preferito nel ruolo di esterno alto – Strefezza resta un punto fermo nelle rotazioni tecniche del catalano.
Sotto contratto fino al 30 giugno 2027 con i biancoblu, Gabriel è pronto a tornare al Via del Mare da avversario per la prima volta, a un anno e mezzo dalla sua ultima apparizione in panchina (21 gennaio 2024 nella sconfitta contro la Juventus), mentre l’ultima da titolare fu il 6 gennaio 2024 nell’1-1 contro il Cagliari.
Un ritorno carico di emozione, tra i ricordi incancellabili e il rispetto di una tifoseria che lo ha eletto simbolo di un ciclo vincente.


