Mirwan Suwarso ha atteso qualche ora, dopo il triplice fischio di Como-Fiorentina, per commentare la sconfitta sui propri profili social. Ma poi l’ha fatto con parole ficcanti, che scavano un solco nell’animo dei tifosi.
L’ha presa larga: “Quello che amiamo dello sport è la stessa ragione per cui, a volte, ci fa soffrire. La gioia straordinaria della vittoria e l’amarezza dolorosa della sconfitta. Il drama perfetto. L’opera perfetta“. Poi entra nel vivo del ragionamento: “Come in ogni grande dramma, cerchiamo dei cattivi. Antagonisti da disprezzare. Qualcuno da incolpare. Un luogo dove riversare la nostra frustrazione e la nostra rabbia. Ma per quanto il nostro percorso possa essere emozionante, non dev’essere trattato come un’opera teatrale. Questa è la nostra vita. Vera, come la vita reale sa essere. E nella vita reale, non tutto ha un lieto fine. Tutto ciò che vogliamo va ottenuto con il lavoro. E anche in quel caso, non c’è alcuna garanzia di ottenerlo. Nella vita possiamo solo dare il massimo e imparare da ogni risultato che arriva“.
E quindi? Quindi il presidente ha un messaggio forte e chiaro: “La sconfitta di ieri è stata amara, senza dubbio. Ma non dev’essere attribuita all’arbitro, al VAR o a qualsiasi altra ragione. E’ un’altra sconfitta dalla quale dobbiamo imparare per diventare migliori. Alcuni diranno, per raggiungere il sogno europeo, o qualcosa di ancora più grande. Ma per me, ciò che conta davvero è che diventiamo migliori. Giocatori migliori. Allenatori migliori. Manager migliori. Dirigenti migliori. E soprattutto una squadra migliore. Perché la vita non è solo vincere. E’ chi siamo. Cosa facciamo. E come vinciamo. E ora, come dopo ogni delusione nella vita, si va avanti. Per imparare. Per crescere. Per diventare migliori“.


