Tempestilli: “Como-Roma è la mia partita! Gara difficile e importante per entrambe”

Il doppio ex in intervista: "Nella Società del Como ho visto serietà, potenza e visione. I tifosi potranno togliersi soddisfazioni come successe con noi"

Doppio ex di Como e Roma, giocò in biancoblu dal 1981 al 1987 contribuendo a una promozione in Serie A e a tre successivi campionati in massima serie totalizzando 190 presenze con 5 gol all’attivo prima di essere ceduto ai giallorossi, Antonio Tempestilli è intervenuto in intervista sulle pagine dei colleghi de La Provincia. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni più interessanti in vista della sfida tra le sue due ex squadre in programma nel fine settimana al “Sinigaglia“.

LA SUA PARTITA –Sì direi che è proprio la mia partita: sei anni da giocatore al Como, altrettanti alla Roma e poi tanti anni da dirigente in giallorosso.

RICORDI LARIANI –A Como ho passato anni indimenticabili. Credo che sia stato uno dei Como più belli della storia, un onore e un piacere averne fatto parte.

TEMPESTILLI IDOLO DEI TIFOSI BIANCOBLU –Credo perché ero serio e umile. Magari a volte i giocatori ‘se la tiravano’, ma io ero pane al pane e vino al vino. Se mi incontravi per strada mi fermavo a chiacchierare e in campo davo tutto.

LO SPOGLIATOIO –Eravamo tutti amici in quel Como, ci frequentavamo anche fuori dal campo e c’era un bel clima. Cose che, come ora, sono importanti per ottenere successi. Con il povero Giuliani mi sono davvero divertito, che tristezza pensare che non c’è più.

GARE INDIMENTICABILI –Quella contro Maradona sia a Como che a Napoli. Se ‘curavi’ Diego al San Paolo ogni volta che lo contrastavi erano veri e propri boati. Poi il successo a Milano contro il Milan con la neve con le scarpette magiche di Muller e i duelli con Serena. Quante gliene diedi, una volta a fine partita dovette intervenire Marchesi per dividerci.

IL TRASFERIMENTO ALLA ROMA –Mi chiamò Ottavio Bianchi al Napoli che mi aveva avuto qui, ma io scelsi la Roma per avvicinarmi a casa.

IL PRESIDENTE SUWARSO –Quando mi ha invitato alla cena benefica a Villa Erba prima di tutto mi ha fatto piacere rivedere vecchi compagni a cominciare da quel matto di Nicoletti che non è cambiato di una virgola. E’ stata l’ultima volta che ho visto Roberto Melgrati, suo fratello era medico della squadra e fece nascere mio figlio. Per quanto riguarda la Società attuale ho visto serietà, potenza e visione. Credo che il Como con questa società sia caduto in piedi e i tifosi potranno rivivere i fasti dei tempi che hanno vissuto con noi.

LE GARE FINORA –Alti e bassi come per tutte le neo promosse, ma di base c’è un’idea ben definita.

COMO-ROMA –Sarà una partita difficile e importante per tutte e due le compagini. Il Como è lì vicino alla zona calda, la Roma non è ancora serena. Basta una sconfitta per ricacciarla giù, ma ha trovato Ranieri che è l’unica persona in grado di rianimare i giallorossi.

RITORNO A COMO –Se tornerei per lavorare nel Como? Certo, di corsa…

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