Un anno di Fabregas: bilancio positivo, ma agevolato dagli Hartono

Moreno Longo, ex allenatore del Como

E’ già passato un anno. Oddio, in realtà sembra passata una vita. 365 giorni fa eravamo tutti qui a chiederci cosa diavolo avesse in mente Suwarso. Non fidatevi di chi il 10 maggio tra una birra e l’altra diceva: “Oh, io ero stracontento quando hanno preso Fabregas!” La verità è che erano pochi i tifosi convinti della scelta, soprattutto in quel momento, soprattutto con una squadra in crescita e reduce da una vittoria ad Ascoli. Longo non era adorato da tutti, neanche da me, però in quel 13 settembre 2023 aveva la fiducia della piazza. Io stesso parlai di decisione folle, ero arrabbiato perché la panchina del Como va meritata e Fabregas non aveva fatto nulla per meritarla.

A distanza di 12 mesi il bilancio non può che essere positivo. E’ arrivata una promozione in A, storica, attesissima, meravigliosa. Oggi siamo tra le grandi del calcio italiano e per ora la zona retrocessione è occupata da altri. Il nostro allenatore ha raggiunto i risultati richiesti, ha dato la sua impronta e non ha mai perso il controllo dello spogliatoio.

Certo, considerarlo l’astro nascente della panchina è prematuro tanto quanto andare a castagne a Ferragosto. Giusto ieri esprimevamo scetticismo sulla gestione degli acciacchi fisici e della preparazione precampionato. Più in generale, la promozione è arrivata all’ultimo respiro, anche grazie a Osian Roberts e agli inciampi del Venezia, con una rosa costruita per salire (avevamo il terzo monte ingaggi, dietro al Parma e alla Sampdoria che non faceva testo), nonostante oggi Fabregas la definisca un’impresa eccezionale. E anche quest’inizio di stagione – buono ma non strepitoso – arriva dopo un mercato estivo multimilionario. Insomma, non è tutto merito di Cesc.

Al quale bisogna riconoscere una dote importante: ha grande presa su Suwarso, sulla proprietà e sui grandi giocatori. Per Longo non avrebbero mai speso quello che hanno speso e con Longo certi nomi non sarebbero arrivati. Non sarà meritocratico, ma è così. Cesc è anche un abile comunicatore. Ad ogni modo, l’anno scorso la sua squadra non sempre giocava bene, ma quando voleva vincere trovava il modo di farlo; quest’anno non abbiamo questo dono, ma paradossalmente il gioco è molto migliorato nonostante avversarie più forti. Qualcosa va bene, qualcosa va male. Meriti e demeriti.

Tra un anno cosa diremo di Fabregas? Avrà dimostrato di essere un grandissimo allenatore? Magari sarà già a fare la Champions da qualche parte? O forse l’avremo esonerato e saremo qui a dire: “Quello che ha fatto l’ha fatto solo grazie agli Hartono che spendevano milioni”? Non possiamo saperlo ed è normale che sia così: un anno è troppo poco per stabilire il valore di un tecnico. Qualche certezza però l’abbiamo. Cesc ha del potenziale e si vede. D’altro canto, chi parte dalla B e con alle spalle una società solidissima e che si fida ciecamente è un pochino avvantaggiato rispetto a chi deve partire dal Cerignola in C.

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