Tanto si è discusso del possibile rigore non assegnato al Como contro la Juventus per il mani di Gatti in contrasto spalla a spalla con Douvikas sul punteggio momentaneo di 1-1. Se l’arbitro era coperto dalla schiena dell’attaccante ellenico neo acquisto del Como in molti, a cominciare da mister Césc Fàbregas si sono chiesti come mai non sia intervenuto il VAR nella circostanza. Da Lissone c’è stato il controllo che ha deciso di non assegnare il rigore (poi confermato anche a Open-Var dal dirigente AIA Di Liberatore LEGGI QUI). La gara è proseguita fino al netto rigore, questo sì, provocato di Butez per un colpo sulla nuca proprio di Gatti sbagliando un’uscita in presa alta. Dal dischetto Randal Kolo-Muani ha ribaltato il punteggio siglando il suo quinto gol in tre gare. L’ex centrocampista catalano ha sottolineato la disparità di trattamento (LEGGI QUI), mentre il difensore bianconero Federico Gatti ha ribattuto: “Se danno un rigore del genere, smettiamo di giocare a calcio” (LEGGI QUI). L’AIA, in conclusione, ha dato ragione al secondo.
Dicevamo che tanto si è discusso, e tanto si continuerà a discutere, sulle metolodogie d’intervento della VAR. Dopo averla invocata per anni adesso c’è chi addirittura propone di levarla! Si passa chiaramente con troppa facilità da un estremo all’altro, non c’è equilibrio tra i protagonisti in campo e a bordo di esso, figuriamoci se può esserci tra i tifosi. Quello che è sicuro è che nel corso del campionato finora, ma anche nelle stagioni precedenti, tanti episodi non sono stati chiariti neanche con l’ausilio delle telecamere. Proviamo ad analizzare solo quelli andati in scena in questo week-end di Serie A.
Iniziamo da Simone Inzaghi e Gian Piero Gasperini, solitamente su posizioni opposte, si sono trovati d’accordo nel criticare l’operato degli arbitri e del VAR. Il tecnico dell’Inter ha protestato per il mancato rigore su Thuram nel derby (contatto con Pavlovic ritenuto troppo “leggero” da arbitro, VAR e vertici arbitrali, Ndr), mentre l’allenatore dell’Atalanta ha espresso perplessità sull’efficacia della tecnologia in campo utilizzando queste parole:
“Su contrasti e falli di mano ora c’è tanta confusione. La Var scopre alcuni casi eclatanti, ma ce ne sono troppi che hanno reso questo gioco qualcosa di diverso anche nello spirito, nei movimenti e nello sviluppo. La Var ha creato tanta confusione anche nei tifosi, perché le polemiche adesso sono triplicate. Non c’è certezza di regolamento, può essere tutto e il contrario di tutto. Come strumento è diventato poco utile.”
Sabato è stata la volta del Milan e del Torino. La direzione arbitrale di Empoli-Milan, guidata da Luca Pairetto, ha suscitato perplessità, ma senza proteste eccessive (scelta giusta su Tomori però il guardalinee non ha visto il fuorigioco di Colombo, Var impossibilitato a intervenire, ma sul resto troppa confusione e troppe sviste come la mancata ammonizione di Cacace per un fallo su Walker).
Diversa la situazione per il Torino, con il direttore sportivo Davide Vagnati che ha espresso forte delusione per un episodio in area su Sanabria. Feliciani non ha fischiato il rigore e il VAR, presieduto da Di Paolo, non è intervenuto, lasciando spazio a ulteriori polemiche. Nello specifico nel finale di gara la maglietta dell’attaccante paraguayano dei granata è stata tirata in maniera chiara ed evidente da un difensore del Genoa in area di rigore provocando l’atterramento del giocatore che non è potuto intervenire sul pallone.
Due casi in cui l’AIA e Di Liberatore hanno dato ragione alle lamentale rossonere e a quelle granata spiegandone le dinamiche ieri sera a Open-Var su DAZN. Nello specifico del caso di Sanabria il dirigente AIA Di Liberatore ha affermato che “Non assegnare il calcio di rigore per la trattenuta a Torino su Sanabria dobbiamo ammettere che è un errore, sia sul campo sia in sala Var. Avremmo preferito che la decisione fosse stata differente“.
Ora Pairetto e Feliciani andranno probabilmente incontro a uno stop di un turno, ma perché non “punire” anche chi era in sala VAR e non ha segnalato l’errore commesso all’arbitro?
La gestione del VAR, insomma, continua a dividere, con allenatori e dirigenti sempre più critici. Il problema principale sembra essere la mancata uniformità nelle decisioni e l’uso poco chiaro della tecnologia, che invece di ridurre le polemiche sembra moltiplicarle.


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