Pietro Vierchowod, storico difensore italiano e grande doppio ex di Como e Roma, ha parlato ai microfoni de La Provincia in vista della prossima sfida del Sinigaglia. Il primo argomento affrontato è stato il particolare primato condiviso con Moise Kean e Samuele Ricci, convocati in Nazionale quando vestivano la maglia del Como.
Lo Zar ha però sottolineato quanto fosse particolare il contesto del suo esordio: “Io fui convocato nell’inverno del 1980-81. L’Italia doveva giocare il Mundialito in Uruguay. Chiamarono me perché Collovati giocava nel Milan in Serie B, e il campionato cadetto non si fermava”.
Vierchowod ricorda soprattutto di essere stato chiamato da una squadra di provincia all’interno di una Nazionale costruita attorno al blocco della Juventus, con elementi di Inter, Roma e Fiorentina. Un’esperienza vissuta inizialmente con grande soggezione, ma nella quale Scirea e gli altri compagni lo fecero sentire subito parte del gruppo.
Una sola presenza e tre Mondiali
L’avventura nel Mundialito si concluse con una sola partita, il pareggio per 1-1 contro l’Olanda. Ma quella fu soltanto la prima tappa di una lunga storia con la maglia azzurra.
Vierchowod ha partecipato a tre Mondiali, mentre il quarto lo rifiutò. Dopo Italia ’90, infatti, Arrigo Sacchi gli fece capire che, a 31 anni, difficilmente sarebbe rientrato nei suoi piani. Il commissario tecnico lo richiamò comunque contro l’Olanda, ricordando l’efficacia del difensore nei duelli con Marco van Basten.
Quando, poco prima del Mondiale americano del 1994, Sacchi gli propose di aggregarsi alla spedizione come “chioccia”, Vierchowod non accettò: “Ero in forma, due anni dopo avrei vinto la Champions con la Juve. Cosa dovevo andare a fare? Il soprammobile?”.
Como, la sua casa
In vista di Como-Roma, Vierchowod non nasconde il legame con la città: “Como è casa mia. Settore giovanile, esordio in B nel 1977”.
Il difensore ha raccontato anche la propria evoluzione tattica, ricordando gli anni in cui giocava sulla fascia nel percorso che portò la squadra fino alla Serie A. Tra i ricordi più cari anche un gol contro il Cagliari, segnato partendo dalla propria area e accompagnato dalla consapevolezza che, all’epoca, episodi simili non avevano la stessa visibilità di oggi.
Lo Scudetto con la Roma e il ricordo di Liedholm
Poi il passaggio alla Roma, dove Vierchowod conquistò uno Scudetto. Un’esperienza che ancora oggi conserva un posto speciale nei suoi ricordi.
L’arrivo nella Capitale fu particolare: “Trovo la squadra che mangia wurstel e birra a tavola. Mi sono detto: ma dove sono capitato?”. Il riferimento è alla diversa gestione dell’alimentazione rispetto alla precedente esperienza alla Fiorentina.
A spiegargli i meccanismi della squadra furono soprattutto i compagni di reparto, con Agostino Di Bartolomei in prima fila. E proprio il rapporto con Nils Liedholm è uno dei capitoli più curiosi del racconto.
Il “Barone” pretendeva che Vierchowod rimanesse dietro mentre gli altri avanzavano: “Se mi avvicinavo alla linea di metà campo Liedholm si alzava e urlava: Pietroooo torna indietroooo”.
Dalla Roma alla Sampdoria
Vierchowod ha poi ricordato il passaggio alla Sampdoria, inizialmente tutt’altro che scontato dopo aver perso uno Scudetto a Firenze, averne conquistato uno a Roma e avere davanti la prospettiva della Coppa dei Campioni.
Fu Borea a convincerlo ad accettare la nuova destinazione. Una scelta che avrebbe aperto la porta a uno dei periodi più importanti della sua carriera, culminato con Coppe Italia, Coppa delle Coppe, Scudetto e Supercoppa Italiana, oltre alla finale di Coppa dei Campioni ancora oggi ricordata con amarezza.
“Il Como ha intrapreso la strada giusta”
Il paragone con il Como attuale nasce quasi spontaneo. Vierchowod individua diverse similitudini con la Sampdoria di Mantovani: “Il progetto che mi spiegò Mantovani quando arrivai era proprio quello che si realizzò, puntare su giovani forti, farli crescere, non venderli, e vincere con loro”.
Secondo l’ex difensore, il Como si è incamminato lungo una strada simile, ma adesso servirà continuità per completare il percorso.
“Fàbregas? Bravissimo. Mi piace”
Il giudizio su Cesc Fàbregas è netto: “Bravissimo. Mi piace”.
Vierchowod, però, individua anche un aspetto sul quale il Como deve ancora lavorare, soprattutto nella fase difensiva. La sconfitta contro il Frosinone, secondo l’ex azzurro, potrebbe essere stata anche conseguenza di un approccio non sufficientemente concentrato.
“La Roma ha una difesa di ferro”
Contro la Roma, però, il rischio di sottovalutare l’impegno sarà diverso. Vierchowod vede una squadra giallorossa cambiata rispetto al passato, soprattutto per mano di Gian Piero Gasperini.
“La Roma secondo me ha cambiato un po’ modo di giocare. Anzi, Gasperini. Non vuole essere più a tutti i costi spettacolare, come era all’Atalanta. Adesso è più equilibrato, ha una difesa di ferro”.
E proprio questo equilibrio, secondo lo Zar, potrebbe rappresentare anche la direzione da seguire per il Como: “Credo che sia la strada che imboccherà anche il Como per l’ultimo salto di qualità”.

