Per Mergim Vojvoda, la gara di lunedì allo stadio “Grande Torino” non sarà una partita come le altre. Il capitano del Kosovo, arrivato a Como nel mercato di gennaio dopo un infortunio, tornerà per la prima volta da avversario nella casa in cui ha lasciato un segno importante. Con la maglia granata ha infatti collezionato 135 presenze, accompagnate da 3 gol e 15 assist, numeri che raccontano costanza, affidabilità e un rendimento sempre all’altezza.
Leader silenzioso e jolly di fascia
Da quando è approdato in riva al lago, Vojvoda si è trasformato in una delle sorprese più luminose della nuova stagione del Como. Classe ’95, esterno duttile e di grande esperienza, ha saputo modellarsi sulle necessità della squadra, spostandosi con naturalezza sia a destra che a sinistra, sia in fase difensiva sia nei compiti di spinta.
Come sottolineano i colleghi de La Provincia, è uno di quei calciatori che “dove lo metti, sta”: un jolly prezioso, proprio come vuole la filosofia di Fabregas, che fin dall’esordio in panchina ha valorizzato la sua versatilità. Non a caso, l’ex tecnico del Como lo aveva schierato perfino più avanzato sulla trequarti, ruolo che il giocatore aveva interpretato con intelligenza tattica e spirito di sacrificio.
Il duello con Smolcic per la corsia destra
Lunedì, però, per lui ci sarà un’emozione in più: la prima da ex contro il Torino, squadra nella quale ha militato per cinque anni e mezzo, spesso utilizzato come quinto di centrocampo o come braccetto di destra in una difesa a tre. A Como, invece, dopo una stagione da terzino puro, la concorrenza con Addai e Rodriguez ha riportato la sfida interna per il ruolo titolare, con Vojvoda in ballottaggio costante con Smolcic per il posto sulla fascia destra.
Numeri da top: la media punti parla chiaro
Il contributo di Vojvoda non si limita alla duttilità. Da quando veste la maglia biancoblù, ha messo insieme 22 presenze, sommate tra campionato e Coppa Italia, impreziosite da 2 reti e 3 assist. Ma è una statistica in particolare a far rumore: con lui in campo il Como viaggia a 2,29 punti di media a partita, un rendimento che, se paragonato alla scorsa stagione, supera perfino quello del Napoli campione d’Italia (2,15 punti a match).
Un confronto che vale più dei tre punti
Il ritorno al Grande Torino sarà quindi molto più di una semplice trasferta. Sarà un incrocio tra passato e presente, fra affetti sportivi e nuove ambizioni, con un Como che vede in Vojvoda un punto fermo del proprio progetto tecnico. E per il laterale kosovaro, lunedì potrebbe rappresentare l’ennesima conferma di quanto sia diventato fondamentale per la crescita della formazione lariana.

