Sei squadre a 0, quattro squadre a 2, tutte le altre a 1. A parte il Como che è addirittura a 6. La statistica, davvero inquietante, è quella dei gol subiti oltre il 90′. E nella fase più calda delle partite la squadra di Fabregas si è dimostrata enormemente vulnerabile, anche se poi il dato va pesato perché non tutte e 6 le reti si sono dimostrate decisive.
Pensiamo per esempio ai sigilli di Lambourde e Lookman, arrivati quando ormai il Como aveva sostanzialmente già vinto contro Verona e Atalanta. O alle reti di Tchaouna e Cambiaso, che hanno semplicemente messo un chiodo in più alla simbolica bara del Como che stava soccombendo contro Lazio e Juventus. Però questa fragilità ci è anche costata quattro punti: due contro il Bologna (il dolorisissimo tiro a giro di Iling) e due a Genova (Vogliacco).
Un problema c’è, evidentemente. Ce lo portiamo dietro dalla prima giornata e l’abbiamo rivissuto giusto settimana scorsa. E a rincarare la dose c’è il dato riguardante l’area opposta. Il Como infatti non ha mai segnato oltre il 90′ e ha esultato solo una volta dal 76′ in poi: solo l’Empoli ha fatto peggio in questo senso.
Ma Fabregas sta lavorando anche su questo: tenuta fisica, tenuta mentale, efficacia dei subentrati, affiatamento.

