Il Como sta vivendo un momento di grande crescita, come dimostrano le vittorie contro Fiorentina e Napoli e le ottime prestazioni contro squadre di alto livello come Juventus e Milan. L’identità tecnico-tattica della squadra è ormai ben definita, merito anche della guida di Cesc Fàbregas, che sta dimostrando di avere le idee chiare. Ma oltre al tecnico spagnolo, a brillare sono anche due giovani talenti: Nico Paz, arrivato la scorsa estate e già autore di sei gol e quattro assist, e Assane Diao, colpo del mercato di gennaio, che con cinque reti si è messo in evidenza nel panorama calcistico italiano.
Un modello basato su dati e scouting globale
Ma come fa il Como a individuare profili così interessanti? Il segreto sta in un processo condiviso, che parte dall’analisi dei dati e arriva fino all’approvazione della proprietà. Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, l’uso dei dati è fondamentale per valutare gli investimenti, permettendo alla dirigenza di prendere decisioni basate su criteri oggettivi.
Lo scouting internazionale è un altro elemento chiave, con il contributo determinante di Mark-Jan Fledderus, ex Groningen, che si occupa di individuare talenti all’estero. La scelta finale viene poi condivisa con Fàbregas, il quale non solo valuta i profili tecnici, ma interviene anche direttamente nel convincere i giocatori a sposare il progetto. Un aspetto in cui la sua figura di ex campione internazionale gioca un ruolo determinante.
Non è un caso che attorno al Como gravitino grandi nomi del calcio mondiale: Thierry Henry, azionista del club, Raphael Varane, che sta imparando il lato dirigenziale della gestione sportiva, e persino Jamie Vardy, bomber del Leicester che ha fatto spesso capolino in tribuna al “Sinigaglia” fino a Dele Alli (che ora aspettiamo protagonista anche in campo), che hanno attirato l’attenzione su questa realtà emergente. La presenza di stelle del calcio e di Hollywood dà al progetto lariano un tocco di internazionalità, ma l’obiettivo resta quello di ottenere risultati concreti.
La svolta con Fabregas in panchina
Il 13 novembre 2023 segna una data chiave nella storia recente del Como: nonostante un rendimento discreto, Moreno Longo viene esonerato e al suo posto arriva Cesc Fàbregas, fino ad allora allenatore della Primavera. La decisione viene presa in base all’analisi dei dati, che evidenziavano come, al di là dei risultati, il gioco della squadra non fosse all’altezza delle ambizioni del club.
L’inizio non è stato semplice e le critiche non sono mancate, ma i risultati hanno dato ragione alla società. Dopo una sconfitta contro il Bologna a febbraio, Fàbregas ha ribadito con fermezza la sua filosofia di gioco, dichiarando: «Non dobbiamo buttare via tutto quello che abbiamo fatto finora, se vado in Serie B ci vado con la mia idea».
Un futuro ambizioso
Oggi il Como può vantare un +7 sull’Empoli e il tredicesimo posto in classifica, risultati che confermano la solidità del progetto. Ma l’ambizione va oltre: i fratelli Hartono, proprietari più ricchi del calcio italiano con un patrimonio stimato di 50 miliardi di euro, vogliono non solo fare business, ma anche vincere. Con una strategia basata su dati, scouting e investimenti mirati, il Como si candida a essere una delle realtà più interessanti del panorama calcistico italiano.

