La controversia legata al nome di Stefano Borgonovo, dopo la diffida presentata dalla moglie Chantal contro l’utilizzo su materiale destinato ai tifosi, prosegue tra tensioni e decisioni contestate.
Gli ultimi episodi confermano che la questione resta tutt’altro che chiusa, come riportato da La Provincia. A Torino, infatti, non sarebbe stato autorizzato l’ingresso di uno striscione dedicato al campione, un semplice “Borgo-gol”, gesto simbolico respinto al prefiltraggio.
Il post del presidente e la posizione del club
A riaccendere la discussione è stato anche un post pubblicato la sera della gara contro il Torino dal presidente Mirwan Suwarso, che ha condiviso la foto della bandiera con il volto di Borgonovo esposta dai Pesi Massimi nel settore ospiti. Un gesto interpretato come una presa di posizione implicita, soprattutto dopo che gli avvocati della famiglia Borgonovo avevano invitato la società a prendere le distanze dall’uso del nome dell’ex attaccante.
Il post, al contrario, sembrerebbe indicare un orientamento opposto, alimentando il dibattito interno alla tifoseria.
Divieti anche al Sinigaglia per striscioni e coreografie
La gara di questa sera al Sinigaglia rappresenta il primo appuntamento casalingo dopo l’esplosione del caso e ci si aspettava una forma di manifestazione da parte del pubblico. Tuttavia, secondo quanto riportato, un lungo striscione destinato ai distinti non ha ottenuto l’autorizzazione, scatenando nuove polemiche.
Quando poi si è valutata l’ipotesi di una coreografia commemorativa, anche quest’ultima sarebbe stata respinta, ufficialmente per un contenzioso ancora in corso.
Un clima giudicato surreale dai tifosi
Come sottolineato dai cronisti de La Provincia, la situazione appare ormai paradossale, al punto che qualcuno si chiede se verrà addirittura proibito pronunciare o cantare il nome di Borgonovo durante la partita.
L’impressione generale è che il caso stia generando divieti eccessivi, incidendo non solo sulle dinamiche della tifoseria ma anche sul clima attorno alla squadra.
Divieti negli stadi, un tema che riaffiora
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio, quello dei divieti negli impianti sportivi, spesso percepiti come misure sproporzionate rispetto agli scenari reali. Il caso Borgonovo, dunque, finisce per riaccendere un dibattito che va oltre la singola disputa, riportando l’attenzione sui limiti imposti ai tifosi e sulla necessità di un equilibrio tra sicurezza, regolamenti e libertà di espressione nelle curve.


Incommentabile. Su cosa vogliono lucrare? Non vedo altre ragioni…
Che tristezza
assurdo
Al sud tutto è permesso…