No, non è stata una standing ovation in stile Del Piero al Bernabeu o Cristiano Ronaldo allo Juventus Stadium. Però nel momento in cui Andrea Le Borgne ha sostituito Nico Paz, si sono sentiti parecchi applausi dagli spalti del Via del Mare.
APPLAUSI ANZICHÈ FISCHI
Qualcosa di non scontato, come detto nel postpartita anche dallo stesso Nico: “E’ un piacere e un onore. Ringrazio tutti i tifosi”. Anche perché il pubblico salentino era scottato da un 3-0 bruciante, il secondo in pochi mesi contro il Como in quello stadio. Non solo: la gente era anche arrabbiata perché riteneva da annullare il gol dell’1-0, che ha poi indirizzato la partita. Motivo? Una presunta sbracciata proprio di Paz ai danni di Ramadani. Insomma, c’erano tutti gli ingredienti per un’uscita dal campo tra i fischi, o perlomeno per una reazione indifferente. E invece parte del pubblico pugliese ha deciso di applaudire. Perché evidentemente le qualità del ragazzo spiccano più di qualsiasi polemica e di qualsiasi delusione sportiva.
OLTRE AL GOL C’È DI PIÙ
Altra prova da campione, ieri, per l’argentino. Lasciamo perdere il gol, fortune che capitano a chi ha il fegato per tirare parecchio: era successo anche l’anno scorso a Bergamo, con deviazione di Kolasinac (allora venne registrato come autogol). Le cose belle sono state altre. L’assist per Douvikas, i movimenti ad attaccare lo spazio appena prendeva palla Jesus Rodriguez, la miriade di giocate a metà campo (Sofascore parla di 6 dribbling riusciti su 8, cifre impressionanti) e il solito, encomiabile e utilissimo spirito di sacrificio in fase di non possesso.
In settimana avevamo parlato della differenza tra il suo rendimento al Sinigaglia e in trasferta. Ci ha risposto come meglio non si poteva, tornando a fare la differenza anche nel covo del nemico.
Fabregas dopo la partita l’ha avvertito: mai accontentarsi, altrimenti arriva qualcuno dietro che ti mangia. Nico risponde: “Se mi sento una star? No, mi sento semplicemente un giocatore del Como che vuole migliorare e vincere il più possibile”. E non c’è campione migliore di quello che non si sente tale. Il pubblico di Lecce l’ha riconosciuto, sbracciata o non sbracciata.


