Dopo il pareggio tra Milan e Como al “San Siro“, uno degli episodi che ha suscitato maggiore discussione è stato l’intervento dell’allenatore lariano Césc Fàbregas su Saelemaekers, durante una rimessa laterale, che ha creato non poche polemiche al di fuori del campo. Mentre il gioco proseguiva, l’allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, si è scagliato contro il tecnico catalano, rivolgendogli una dura reprimenda prima di essere espulso. Allegri poi nell’incrocio in sala stampa ha rivolto anche un insulto nei confronti di Fàbregas, definendolo un “bambino c******e che ha appena iniziato ad allenare“.
Le reazioni nel mondo del calcio
Nel corso delle ore successive all’incidente, sono arrivate diverse opinioni e prese di posizione da parte di addetti ai lavori e professionisti del settore. Tra questi, l’ex allenatore di Milan, Roma, Juventus e Real Madrid, Fabio Capello, ha voluto commentare l’episodio, concentrandosi però soprattutto sul comportamento generale della squadra lariana, piuttosto che sull’episodio specifico che ha coinvolto Fàbregas.
L’analisi di Capello sul comportamento del Como
Capello ha espresso una critica nei confronti del Como, accusandolo di protestare in maniera eccessiva. “La cosa che non mi piace del Como – ha dichiarato – è che protestano in continuazione, con una frequenza che trovo davvero eccessiva. Nelle ultime tre partite, diversi giocatori, in numero che va da tre a cinque, si sono rivolti all’arbitro ogni volta che c’era qualcosa che non andava”. L’ex allenatore ha sottolineato come queste proteste continue siano un aspetto negativo del gioco del Como.
La posizione su Fàbregas e la gestione dell’area tecnica
Capello ha poi rivolto una critica diretta al comportamento di Césc Fàbregas. “Deve lavorare su questa situazione, non è giusto che un allenatore intervenga così tanto sulla linea laterale durante il gioco”. Capello ha osservato anche una differenza rispetto al passato, riferendosi alle concessioni che oggi sono accettate per gli allenatori. “Ai miei tempi era vietato – ha detto – mentre ora tutti, da Conte a Fàbregas, corrono lungo la linea laterale. C’è un’area tecnica, ma i tecnici si muovono come vogliono”. L’ex allenatore ha quindi sollevato la questione del controllo sugli allenatori durante le partite.



