Dopo Beppe Dossena qualche mese fa, un altro campione del mondo ’82 ai nostri microfoni. Abbiamo chiacchierato in esclusiva con Ciccio Graziani, apprezzato opinionista e anche ex allenatore. Romano, romanista ed ex bomber giallorosso, gli abbiamo chiesto un parere sul Como e sulla corsa Champions.
Graziani, che sensazioni le ha lasciato Como-Roma?
“Quando vedo il Como giocare mi entusiasmo, mi piace come si muovono, l’atteggiamento. Peccato che non c’è un italiano, questo è l’unico dispiacere. Per il resto è una squadra ben organizzata, allenata benissimo, forse l’unica italiana che gioca all’europea per ritmi e equilibrio. Mi piace molto e sta facendo un campionato strepitoso. Poi c’è da dire che l’espulsione di Wesley grida un po’ vendetta. Magari in 11 contro 11 portava a casa un pari, o magari avrebbe vinto lo stesso perché nell’interpretazione della partita avrebbe comunque meritato di vincere. Però un uomo in più è un grande vantaggio”.
Ha sentito Open VAR? Secondo gli arbitri l’espulsione è stata giusta per un contatto tra le gambe…
“Ma quale contatto, se mai c’è stato uno sfioramento. Se per loro l’espulsione è giusta, devono andare da un oculista bravo. Se l’arbitro va a rivederla, toglie l’ammonizione a Wesley e la dà a Rensch. Quella era la logica giusta. Io sono romanista e con onestà dico che il Como ha meritato, però a parti inverse anche voi da Como avreste ragionato così sull’espulsione. La smettessero di fare i danni in quella sala di Lissone, i danni veri li stanno facendo loro al calcio italiano. Quando c’è da richiamare gli arbitri non li richiamano. Che fanno, giocano a carte dentro quella sala? Comunque il Como va valutato nell’arco di tutta la stagione e sta facendo qualcosa di straordinario”.
E lo sta facendo senza italiani, come diceva prima e come ha detto spesso. Una provocazione: pensiamo alla Fiorentina, che a inizio anno era data sul livello del Como e che è piena di italiani, ora è in zona retrocessione, mentre il Como pieno di stranieri è quarto. Che riflessione le viene?
“A me non è piaciuto quando Fabregas ha detto che non ha trovato italiani forti. Se vediamo le nazionali giovanili ci sono ragazzi bravi, guarda Palestra, Vergara. In quella rosa ci starebbero benissimo. Però la loro filosofia li porta ad acquistare da altre parti e lo stanno facendo benissimo. Riguardo alla Fiorentina, ci sono anomalie del calcio come il Napoli che con la stessa squadra dello scudetto arriva 10°. La Fiorentina era partita per centrare l’Europa, era forse anche più quotata del Como, però nel calcio non sempre i risultati arrivano. Io mi auguro che il Como raggiunga gli obiettivi che si sono prefissati, ma può anche succedere che il Como l’anno prossimo arrivi 12° con la stessa squadra”.
Douvikas le piace?
“Mi piace molto, è intuitivo, si smarca bene, 10 gol è un bel bottino essendo il primo anno completo in Italia. Chi gli ha dato fiducia ha fatto bene”.

nella foto: esultanza gol Anastasios Douvikas
E dei difensori invece chi la impressiona?
“Tutti bravi, non ce n’è uno a cui non puoi dare la sufficienza piena. Non hanno paura, sono forti fisicamente. Penso anche a Vojvoda il Torino gliel’ha quasi regalato: guarda che campionato straordinario sta facendo… Al di là del piccolo gioiello Nico Paz, è una squadra quadrata, tutti mantengono più o meno lo stesso livello. Il portiere è molto bravo: chi avrebbe dato fiducia a un portiere così in Italia? E poi Da Cunha, Baturina, tutti giocatori di qualità. Vederli giocare è straordinario. Io sono un amico fraterno del vostro sindaco e tutte le volte devo fargli i complimenti”.
Nella corsa alla Champions c’è chi vede la Roma quasi spacciata. Secondo lei può riprendersi?
“Ma certo, la classifica può cambiare in qualsiasi momento. Il Como può avere passi falsi, la Juve idem. Ricordiamoci che la Juventus a Roma ha pareggiato all’ultimo minuto, è passata dall’essere a -7 a +2. Il calcio è sorprendente. Quella posizione se la giocheranno tutte e tre quasi alla pari, a meno di crolli della Roma. E comunque la Juve certamente non regalerà al Como il 4° posto”.
E sulle polemiche tra Fabregas e Gasperini col mancato saluto, cosa ci dice un uomo di calcio come lei?
“Non entro nel merito, capisco che a fine partita c’è un giramento di scatole però come dice Fabregas, a lui è capitato tante volte di essere nervoso e ha sempre salutato. La logica è che a fine partita comunque sia bisognerebbe mantenere un minimo di equilibrio, salutare e se ci sono delle rimostranze si fanno in altre sedi. Ma Gasperini era molto arrabbiato perché non pensava di perdere e perché c’era un errore arbitrale. Ognuno reagisce come meglio crede. Io spero che da persone serie come sono, si possano sentire per scusarsi, ma non so se lo faranno”.


