Due assi. Non saranno garanzia di vittoria a poker, ma oh, meglio averli che non averli. Diciamo che rappresentano una buona base di partenza. E se hai in mano asso di cuori e asso di fiori oppure asso di fiori e asso di picche, poco cambia. Sempre due assi sono.
UNA COPPIA VALE L’ALTRA (O QUASI)
Nel centrocampo di Fabregas succede un po’ la stessa cosa. Con una novità. Perché l’anno scorso gli assi nel mazzo erano solo due, Perrone e Da Cunha (Caqueret ha caratteristiche diverse, mentre Sergi Roberto era oggettivamente un gradino sotto). Quest’anno si è aggiunto Luis Milla. E nelle prime uscite stagionali le coppie sono state alternate regolarmente: Perrone-Milla, Milla-Da Cunha, Perrone-Da Cunha, Milla-Da Cunha, Perrone-Da Cunha, Milla-Da Cunha. Cinque volte titolare il capitano, quattro lo spagnolo, tre l’argentino. Una ricchezza per Cesc. Tre giocatori interscambiabili, simili ma non uguali, complementari ma tutti utilizzabili uno con l’altro (la coppia Perrone-Milla dopo Udine non è più stata schierata, però l’abbiamo vista in diversi finali di partita, per esempio contro il Lipsia).
PICCHE, FIORI E CUORI
Volendo giocare un po’, Perrone è l’asso di picche: combattivo, pronto sia ad andare all’assalto nell’area avversaria sia a strappare ogni pallone possibile nella propria metà campo. Milla potrebbe essere l’asso di fiori, seme associato al lavoro: partito dal basso, è diventato un giocatore completo sia a livello tecnico (ha il piede finissimo e la personalità di giocare il pallone sotto pressione, ma è anche portato alla riaggressione e all’intercetto nell’area di Butez) che caratteriale. Mentre Da Cunha, beh, è l’asso di cuori per la sua lunga militanza in biancoblu.
Restano un paio di domande. Nel prossimo futuro potremmo vedere un “tris” in campo dal primo minuto? E Ricci potrebbe diventare il quarto asso?
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