Como, il rifiuto a Roma e Inter è un segnale: il club sogna in grande

Dopo aver detto no a due big per trattenere Fabregas, il Como mostra forza e ambizione. Con la proprietà Hartono, il progetto lariano punta all’Europa e oltre

Il Como ha detto no. Non una, ma due volte. Prima alla Roma, poi all’Inter. E non per un giocatore, ma per il suo allenatore: Césc Fàbregas, diventato simbolo e motore di un progetto che la società lariana vuole portare avanti con coerenza e ambizione. La fermezza dimostrata dalla dirigenza, spalleggiata dalla potente proprietà indonesiana dei fratelli Hartono, è l’ennesima prova di forza di un club che ha già superato lo status di “favola provinciale”.

Il Como è oggi sostenuto dalla famiglia più ricca d’Italia e tra le più potenti nel panorama europeo, con un patrimonio stimato in oltre 50 miliardi di dollari. Un capitale che ha già iniziato a fare la differenza: la campagna acquisti invernale, tra le più onerose in Italia e competitiva anche a livello continentale, ha dato il via a un’accelerazione evidente nel percorso di crescita.

Il rifiuto di liberare Fabregas verso due colossi del calcio italiano come Roma e Inter non è solo un atto di fedeltà tecnica, ma anche una dichiarazione d’intenti strategica. Il Como non vuole essere serbatoio né trampolino: vuole competere. E lo fa partendo da basi solide, costruite passo dopo passo sin dal 2017, quando gli Hartono hanno deciso di investire in una squadra allora relegata in Serie D.

La scalata è stata graduale, ma inesorabile. In pochi anni, il club è passato dalle retrovie del calcio dilettantistico italiano a un sorprendente decimo posto da neopromossa in Serie A. Un risultato che ha alimentato sogni ed entusiasmo, ma che non ha cambiato la filosofia della proprietà: niente fughe in avanti, tutto verrà costruito step by step, come ripetuto più volte dal presidente Mirwan Suwarso.

I progetti futuri sono molteplici e ambiziosi. Tra i più concreti c’è il rinnovamento dello stadio Sinigaglia, simbolo storico da rilanciare per garantire una casa moderna e all’altezza delle ambizioni. Parallelamente, il club guarda con decisione a un posto nelle coppe europee, prossimo obiettivo dichiarato. Ma nei piani della proprietà indonesiana si intravede già un orizzonte più ampio, dove il Como possa diventare un nome stabile tra le élite calcistiche continentali.

I tifosi iniziano a crederci davvero. Non più solo salvezze sofferte o sogni di mezza estate, ma una progettualità concreta e un’identità vincente che parte dalla panchina di Fabregas e si alimenta di continui investimenti mirati. Le recenti prove di forza sul mercato e nelle scelte strategiche rafforzano la percezione di un club pronto a scalare nuove vette.

E la domanda che circola, oggi, non è più se il Como sarà competitivo, ma quando inizierà a contendere apertamente alle grandi del calcio europeo i traguardi più ambiziosi?igiosi.

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