Como, la difesa che fa la differenza: solidità e compattezza alla base della crescita

Il club lariano ha trasformato la propria retroguardia in un punto di forza: meno gol subiti, maggiore equilibrio e una nuova consapevolezza collettiva che rende la squadra di Fàbregas una delle più difficili da battere in Serie A.

Nel calcio moderno, l’attacco fa spettacolo, ma la solidità difensiva resta la chiave del successo. È un principio antico, spesso dimenticato, ma che il Como sembra aver riscoperto pienamente in questo avvio di stagione. Dopo un campionato scorso caratterizzato da troppe reti subite e prestazioni altalenanti, la squadra di Cesc Fàbregas ha invertito la rotta, costruendo il proprio rendimento sulla compattezza e sull’affidabilità del reparto arretrato.

Il dato è eloquente: cinque gol subiti nelle prime sei giornate, contro gli undici incassati nello stesso periodo un anno fa. Una differenza netta, che pesa più di qualsiasi altro numero offensivo. Se infatti la produzione realizzativa è leggermente calata – sette reti oggi contro le nove dello scorso campionato – la maggiore tenuta difensiva ha garantito risultati più concreti e una crescita evidente nella qualità complessiva del gioco.

Un anno fa, dopo sei giornate, il Como era penultimo per reti incassate; oggi vanta la terza miglior difesa della Serie A. Eppure, i punti raccolti non differiscono molto – appena uno in più rispetto alla scorsa stagione – ma la sensazione è completamente diversa: la squadra è più matura, più equilibrata e più consapevole dei propri mezzi.

Il focus de La Provincia sottolinea proprio questo salto di qualità. La formazione lariana ha trovato una nuova identità difensiva basata su compattezza e sinergia, valori che si sono visti chiaramente anche nel recente confronto con l’Atalanta. Fàbregas ha lavorato su concetti chiari: linee corte, attenzione alla fase di copertura e valorizzazione delle doti individuali dei propri difensori, che oggi appaiono più coordinati e disciplinati nei movimenti.

Un altro elemento determinante è stata la stabilità tra i pali. L’anno scorso, l’alternanza tra Audero e Reina aveva generato incertezze e mancanza di continuità. Solo con l’arrivo di Jean Butez, nel mercato invernale, si era trovata una soluzione definitiva. Oggi il Como parte da una base solida e coerente, con un portiere di riferimento e una difesa che concede pochissimo.

Il clean sheet ottenuto contro la Lazio alla prima giornata è stato il segnale più incoraggiante: la porta è rimasta inviolata una volta sola finora, ma la squadra non ha mai subito più di un gol per partita, dimostrando una continuità difensiva impensabile fino a pochi mesi fa.

Questo passo avanti rappresenta probabilmente il progresso più importante nella gestione di Fàbregas. L’ex fuoriclasse catalano ha trasmesso ai suoi giocatori una mentalità collettiva nuova, capace di dare priorità all’organizzazione e all’equilibrio senza rinunciare alla qualità nel palleggio e nelle ripartenze.

Il prossimo test, contro la Juventus, sarà una prova di maturità: i bianconeri hanno subito lo stesso numero di reti del Como, un dato che fino a un anno fa sarebbe stato impensabile. Ma oggi la squadra lariana ha tutte le carte in regola per giocarsela alla pari, forte di una difesa “da grande che rappresenta il simbolo di una crescita ormai tangibile.

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5 mesi fa

era il problema dello scorso anno…ora con innesti di spessore tecnico maggiore si puo’ solo migliorare

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