Cesc Fabregas è intervenuto in sala stampa commentando la vittoria contro la Juventus (nelle nostre pagelle, che trovi QUI, il catalano e il suo staff si sono presi un bell’8). Queste le sue parole:
“Il risultato è importante, ma sono contento non solo per quello. Abbiamo adattato le caratteristiche visto che non avevamo esterni, ma l’idea è rimasta la stessa. Moreno, Carlos, Kempf, Perrone… Non ci sono tanti giocatori come Perrone. Anche Caqueret molto bene. Col nostro quadrato in mezzo facevano fatica a prendere Nico Paz. Nel primo tempo è mancata l’azione finale, stiamo cercando di allenarla per segnare più gol in partite così. La squadra ha capito molto bene la partita. Volevamo avere sempre il riferimento fuori per non dare la superiorità. L’anno scorso sempre complimenti, ma andavamo a casa sconfitti. Stiamo provando a cambiare questo. Ho chiesto alla squadra: chi è una persona vincente? E ho dato la mia opinione. Il coraggio e la personalità non può mai mancare, la qualità c’è, bisogna crederci fino alla fine. I ragazzi hanno fatto quattro partite di fila senza tifosi, per la solidarietà della Curva per l’emergenza che c’è stata a Como. Oggi eravamo tutti uniti ed erano più di 50 anni che non battevamo la Juventus. Per me è un punto d’orgoglio per club, squadra e città. Ok le assenze, ma nel nostro mondo non ci sono alibi. A Bergamo nessuno parlava delle nostre assenze, solo delle loro. Abbiamo giocato contro una squadra che tra tre giorni va al Bernabeu. Mister Tudor – io a differenza sua, che mi ha chiamato solo ‘l’allenatore del Como’, lo chiamo con rispetto mister Tudor – ha detto che io prendo tutti i giocatori, magari non gli hanno spiegato bene come funziona qui. Ma Milan, Inter e Juve l’identità ce l’hanno sempre. Anche l’anno scorso potevamo battere una tra Juve, Milan e Inter, ma magari saremmo finiti in B. Tudor ha un altro tipo di lavoro da fare, deve vincere sempre. Noi no. Ramon titolare? No, era un errore della distinta, iniziava Carlos. Abbiamo iniziato con otto giocatori non andati con la nazionale. Si è fatto un po’ male Carlos a fine primo tempo, è entrato Ramon, ha iniziato male e ha finito molto bene. Diao? Non ha fatto un allenamento, è una cosa molto forzata, mio errore, non mi è piaciuto ma gli ho chiesto se poteva eventualmente giocare 5 minuti“.
Un commento sulla presenza di Arsene Wenger in panchina: “Il biglietto l’ho preso io, abbiamo anche parlato, peccato non mi abbia visto in panchina“. E Morata? Cesc ha parlato non in sala stampa, ma a DAZN: “L’attaccante è giudicato per i gol che fa, ma non da me. Ha fatto la partita perfetta per quello che io gli chiedo. Deve fare gol più per sé stesso che non per quello che gli chiedo io. Oggi ha dimostrato perché è qui. E il gol iniziale su palla inattiva è merito anche di Scazzola e Cassetti. Nico Paz? E’ un campione, sono tranquillissimo per il suo futuro perché ha la testa diversa, è arrivato tre giorni fa dall’Argentina…”
Tudor ha risposto alle frecciatine di Cesc: leggi QUI le sue parole.


