Paz, magie e gol da cineteca: istantanee di un talento destinato a lasciare un segno indelebile

Il talento argentino del Como illumina l’avvio di stagione dei lariani e alimenta i sogni biancoblu prima del ritorno al Real Madrid

Tre partite e tre colpi da applausi: Nico Paz ha ricominciato a riempire la sua galleria di meraviglie. Dopo il calo nel finale della scorsa stagione, il giovane argentino ha riacceso il pubblico con giocate da antologia: l’assist a Douvikas contro la Lazio, la punizione perfetta sempre ai biancocelesti e un gol “clamoroso” contro il Genoa con una finta per liberarsi il tiro dopo una piroetta di 360° che ha disorientato non uno, ma ben tre difensore prima di un mancino potentissimo e angolato che non ha lasciato scampo a Leali. Momenti che, come ricordano i colleghi de La Provincia, non devono essere considerati normali, ma istantanee di un talento destinato a lasciare un segno indelebile.

Ogni sua apparizione in campo diventa spettacolo, eppure c’è il rischio di abituarsi. Un errore, perché Nico Paz è un protagonista raro, destinato presto a tornare al Real Madrid, probabilmente già a fine stagione. Il Como, intanto, si gode la sua arte.

Un giocatore trasformato

Rispetto alla scorsa stagione, Paz si è presentato al via con due novità evidenti: il taglio di capelli e la corporatura. Se la riga in mezzo al posto del ciuffo modaiolo ha il sapore di un dettaglio simbolico, la sua evoluzione fisica, sottolineata giustamente da La Provincia, racconta invece il lavoro svolto. Più robusto, gambe potenti, struttura muscolare rinforzata: il classe 2004 appare oggi pronto a sostenere il salto definitivo nel calcio di vertice, molto più muscolare, ma senza perdere le sue caratteristiche naturali che lo posizionano con pieno diritto e merito tra gli ultimi veri N°10 del nostro calcio: una specie, purtroppo, sempre più rara e in via di estinzione (LEGGI QUI). Lo scorso anno aveva firmato sei reti, quest’anno è già a quota due.

Le perle più belle

Il repertorio di Nico Paz non è solo fatto di gol, ma di veri e propri capolavori. Il più spettacolare, quello al Genoa, per coordinazione e precisione. Subito dietro la punizione “da playstation” con la Lazio e la palombella magica realizzata lo scorso anno alla Fiorentina (guarda caso prossimo avversario: possiamo aspettarci altre magie?). A seguire, il movimento a incrociare contro il Parma, il palo-gol contro il Lecce e la conclusione potente con l’Atalanta. I due tap-in contro Udinese e Roma, pur importanti, non entrano nella lista delle sue gemme.

Ancora più iconici gli assist: quello per Douvikas con la Lazio dopo una serie di magie personali, il tacco e scavetto a Lecce per Diao, e poi la serie di invenzioni contro Napoli, Verona e Cagliari. Non mancano neppure gli spunti intelligenti per Da Cunha a Genova e a San Siro, né il passaggio illuminante per Fadera a Bergamo.

Lo spettacolo continua

La “Galleria Nico Paz” cresce partita dopo partita, grazie a lui il calcio si mischia all’arte. Come detto il futuro parla spagnolo con il Real Madrid intenzionato a riportalo alla casa madre, ma fino ad allora, però, i tifosi italiani possono godersi un talento cristallino, capace di trasformare ogni gara in un evento. Perché quando è in campo, il calcio diventa arte e, aldilà del tifo personale, godersi prodezze del genere nella nostra Serie A svalutata e bistratta riporta ai fasti di qualche anno fa. Grazie Nico, aspettiamo la prossima magia con trepidazione…

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