Intervistato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, Andrea Stramaccioni ha analizzato la sfida tra Como e Roma, soffermandosi sul percorso di crescita delle due formazioni e sulle rispettive ambizioni. L’ex allenatore di Inter e Udinese riconosce i progressi compiuti da entrambe, pur mantenendo l’Inter un gradino sopra la concorrenza.
«Senza dubbio sarà una sfida fra due squadre che hanno dimostrato di essere cresciute tantissimo nel finale dello scorso campionato e hanno ricominciato più forti e competitive. L’Inter però ha ancora qualcosa in più, anche se il gap si è ridotto», ha dichiarato Stramaccioni.
Fàbregas contro Gasperini: la sfida dei modelli di gioco
Il confronto tra Cesc Fàbregas e Gian Piero Gasperini rappresenta uno degli aspetti più interessanti della partita. Da una parte il possesso palla, la costruzione e la ricerca degli spazi del Como; dall’altra l’aggressività e la verticalità della Roma. «La grande qualità nel dominio del gioco, il controllo della palla, l’aggiramento orizzontale e la ricerca del varco da attaccare con qualità negli ultimi 20 metri sono aspetti che hanno spesso connotato il Como di Fàbregas. Domenica se la vedranno con l’aggressione, la velocità e l’intensità verticale di Gasperini. Sono due modelli da ammirare».
Per Stramaccioni, la differenza potrebbe farla la capacità di limitare le certezze avversarie: «La chiave sarà a favore di chi riuscirà a togliere più “certezze” al proprio avversario, ad impedirgli cioè di giocare come vuole imponendo il suo ritmo».
Diao e Baturina, il segreto è limitarne la ricezione
L’analisi si sposta poi su Diao e Baturina, due giocatori del Como capaci di creare pericoli quando possono puntare la porta. Secondo Stramaccioni, la Roma dovrà soprattutto impedire loro di ricevere nelle condizioni ideali. «Cercando di tenerli di spalle. Sono due talenti diversi, ma che in comune hanno il fatto di essere pericolosissimi faccia alla porta».
L’obiettivo giallorosso, dunque, sarà puntare su aggressività e attenzione per rendere complicata la loro ricezione, più che concentrarsi esclusivamente sulla difesa degli uno contro uno.
De Roon e Da Cunha, esperienza e crescita internazionale
Tra i temi affrontati anche Marten De Roon, il cui inserimento nel sistema di Gasperini dipenderà soprattutto dalla condizione atletica. «Se esistesse un manuale di come Gasperini interpreta il suo calcio credo che Marten ne sarebbe uno degli autori», ha spiegato Stramaccioni, sottolineando la conoscenza dei movimenti e dei principi di gioco da parte del centrocampista. Resta però da verificare il ritmo partita, dopo appena 35 minuti giocati tra Atalanta e Roma negli ultimi due mesi.
Parole positive anche per Da Cunha, definito un esempio di crescita costante e ormai un giocatore di livello internazionale. Stramaccioni ne valorizza il rendimento, comprese le tre partite di livello disputate con la Francia di Zidane, al netto dell’errore costato il gol di Bastoni a Saint-Denis.
“Il capitano del Como è un giocatore che mi piace tantissimo: per me è un esempio di crescita costante. Al netto della grave palla persa che ha generato il gol di Bastoni a Saint Denis, ha giocato tre partite di livello con la Francia di Zidane. È diventato ormai un giocatore di livello internazionale“.
Nico Paz contro Dybala: due talenti che fanno innamorare
Infine, riflettori puntati sul confronto tra Nico Paz e Paulo Dybala, due interpreti diversi ma accomunati dalla capacità di entusiasmare gli appassionati.
«Sono due giocatori che fanno innamorare chi ama questo gioco», ha osservato Stramaccioni. Dybala, forte dell’esperienza e dei successi ottenuti, è un giocatore capace di incidere soprattutto da seconda punta. Nico Paz, invece, possiede un talento cristallino e interpreta maggiormente il ruolo di trequartista, potendo anche abbassarsi o partire dalla destra.
Il giudizio finale premia, almeno per il momento, l’argentino della Roma: «Ad oggi, però, Paulo è leggermente più determinante nella Roma di quanto non lo sia Nico nel Como».


