Ieri ha aggiunto una tacca al suo percorso in Italia: gli mancava il gol contro la grandissima squadra. Aveva già fatto male alle romane, ma la Juventus è altra cosa. Altro tabù spezzato. Inoltre ha raggiunto la doppia cifra di reti in Italia. Ora attendiamo la doppietta, o magari che torni a segnare in trasferta (9 su 10 li ha fatti al Sinigaglia).
Ormai Nico Paz è universalmente considerato sul podio dei giocatori più forti della Serie A. E sempre più addetti ai lavori gli riservano il primo gradino. Nonostante abbia appena 20 anni, si prende le luci della ribalta per le sue giocate, ma anche per la sua umiltà e il suo spirito di sacrificio in fase difensiva. Certo, ha ancora tanto da dimostrare. Per esempio non ha ancora provato a giocare con frequenza ogni tre giorni, requisito indispensabile per un campione planetario. E non ha ancora vestito una maglia che lo obbliga davvero a vincere, con relativa pressione. Ma ciò che sta combinando sui campi italici resta. E induce a fare paragoni impegnativi.
Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport l’ha definito “la versione mancina di Kakà con qualcosa di Fernando Redondo”. C’è chi l’ha accostato a un altro ex madridista come Guti. Palla tra i piedi ha anche qualcosa di Ozil. E quando lo vediamo affilare il destro, come si può non pensare a Zidane? Certo, il ragazzo nato a Tenerife deve scalare ancora molte centinaia di metri per raggiungere le vette tecniche raggiunte da questi giocatori che (a parte il turco) hanno tutti alzato la Champions… Però segnaliamo che nessuno di quei cinque assicurava l‘intensità in copertura che mette Nico ogni partita dal 1′ al 90′. Per tutto il resto, si vedrà: intanto ce lo godiamo e speriamo che non legga ciò che si dice di lui…


