Interessante intervento sulle frequenze di Espansione Tv da parte di Fabiano Santacroce. L’ex difensore del Napoli è cresciuto nel Como, e vi ha anche militato nella stagione 2004-05, quella del fallimento post Preziosi. “Ora sto facendo il talent scout“, spiega. “Giro spesso, sono andato anche a studiare il settore giovanile del Como e ho ritrovato tanti valori. Fino a una certa età fanno indossare a tutti i ragazzini le scarpe nere. Io le scarpe anche in Serie A me le pulivo io, perché la lezione che ci davano a Como era che chi arrivava con le scarpe sporche non giocava. Il Sinigaglia mi è rimasto nel cuore nonostante la drammatica retrocessione dell’ultimo anno. Ho ancora il segno degli otto punti che ho preso in testa in quel playout: il segno che mi ha lasciato il Como è indelebile“.
Sulla squadra di Fabregas, Santacroce ha solo belle parole: “Ruberà tanti punti anche alle grandi, perché gioca in maniera spensierata. Ha una fase difensiva compatta e riesce a riaggredire gli avversari. Magari si dovranno porre qualche domanda sui rigori, ma ci sta l’errore. Nico Paz mi ruba l’occhio: le movenze, i passaggi, ma mette anche cattiveria nelle cose che fa. In attacco e a centrocampo c’è potenzialità di crescita. Ludi è un grandissimo direttore, è giovane ma lavora molto bene“.
Infine un ricordo per Stefano Borgonovo, che a inizio anni 2000 ha allenato nelle giovanili del Como incrociando Fabiano: “Gli devo tutto, è stato il primo a farmi giocare e molte volte dopo l’allenamento mi teneva lì a fare l’uno contro uno con lui. Si ritagliava quel momento per me e si divertiva nel farlo. L’ho incontrato di nuovo a Firenze, nella partita che ci fu in suo onore, e proprio in quel momento io ero convocato in Nazionale e mi sono fatto trovare da lui col vestito della Nazionale. Una persona fantastica“.

