Fabregas: “A Frosinone una delle cinque partite più difficili della stagione”

Il mister porta Addai, spiega l'alternanza portieri, gioisce per i pochi convocati in nazionale e chiede a Suwarso di non paragonarlo più a Cruijff

Cesc Fabregas è intervenuto in conferenza stampa prima della partenza per Frosinone, dove si giocherà domenica. Queste le sue dichiarazioni riportate da Lariosport in formato video.

Il Frosinone

“Sarà una delle cinque partite più difficili della stagione, per come giocano, l’intensità, coraggio, veloci, contropiedi, uomo a uomo. Mi è piaciuto tantissimo, squadra che riflette tantissimo ciò che dice e fa il suo allenatore. Partita completamente diversa rispetto al Parma, ci verranno a prendere. Mentalità molto positiva, tutto sta andando bene, grande fame, convinzione, tanti giocatori in fiducia. Per vincere questa partita dovremo avere più personalità di loro. Servirà la partita perfetta, non quasi perfetta. Ho visto una squadra come undici amici che muoiono l’uno per l’altro, c’è qualcosa di speciale in loro”. 

Come sta la squadra

“La settimana mi è piaciuta molto. Chi ha giocato di più si è allenato più tranquillamente, chi ha giocato meno ha fatto una bella settimana di allenamento. Anche l’anno scorso abbiamo fatto periodi con tanti impegni e questo ci ha abituato. Ma dopo la sosta avremo 9 partite in 4 settimane e la tenuta psicologica sarà un tema. A Frosinone tutti a disposizione. Addai sarà in panchina, almeno per entrare in dinamica con la squadra”.

La sosta

“Sono contento, mi aspettavo più convocati in nazionale. Rimarranno qua in 10/11, non è male, aspettiamo la Francia. Rimarremo qua, faremo un’amichevole a Mozzate”. 

I portieri

“Sanchez arriva da una squadra molto importante, ha vinto trofei. Al Chelsea bisogna vincere sempre. Per me è stata un’opportunità incredibile portarlo qua. Per me è perfetto. Ho parlato con loro, sono dentro a quella battaglia sportiva, sempre con rispetto e capendo la scelta dell’allenatore. Anche se il portiere non corre, la concentrazione è tanta, si allenano forte, tutti i giorni cadono a terra 100 volte. Importante poter alternare due portieri di cui ti fidi. Non sarà una gestione ‘una partita uno e una partita l’altro’. Non c’è un criterio, ci si basa sulla sensazione. Quando uno dei due ha fatto un viaggio o una partita più pesante, abbiamo l’altro per aiutare e sono contento”. 

Kaiki e Couto

“Kaiki è molto completo, sembra più difensivo anche se a volte si fida molto del suo fisico e questo lo penalizza, il rigorino in più o la giocata del 2-1 dell’altro giorno. Deve abituarsi all’attenzione del calcio europeo, però va, è un po’ un cavallo, su e giù tutta la partita. Yan è associativo, di qualità, e anche lui può essere completo se riusciamo a lavorare su due/tre cose difensivamente. Siamo molto contenti. Valle e Smolcic sono più avanti a livello difensivo, ma è solo questione di tempo”. 

Chi è scontento perché gioca meno

“Provo a ricordare come facevano i miei vecchi allenatori. Mi farà crescere, sarà un bel test per me. Cerco sempre di essere aperto e di avere relazioni. Senza spiegare sempre il perché, aiuto a capire la scelta in base a cosa ci serve. Ma dalla Roma in avanti è impossibile che non giochino tutti. Tutti avranno la loro opportunità”. 

Cesc come Cruijff

(sorride, ndr) “No io di questo preferisco non parlare, oggi ho chiesto a Mirwan per favore di non dirlo più perché non me la sento di rispondere a queste domande. Sono lontano. Come diceva Mourinho, io sono un allenatore con zero titoli e devo fare tantissima strada per dimostrare di essere un buon allenatore. Per me la cosa più importante è il Como, lo dico col cuore”. 

Milla

“Già a gennaio ho provato a vedere se se la sentiva di venire ma era impossibile, al Getafe c’era una situazione delicata. Aveva altre buone opzioni. Giocatore molto sottovalutato, tutti mi fanno i complimenti per averlo portato qui. Un fenomeno anche come persona, un leader assoluto, porta tutti a cena, dinamiche di gruppo. Questa squadra ne ha bisogno, avendo perso tanti giocatori esperti”. 

Tanti tiri

“L’anno scorso dicevo che continuando con questa rosa per qualche anno possiamo fare cose importanti. Adesso la squadra ha trovato quell’equilibrio. L’anno scorso in alcune partite non eravamo pericolosi come i numeri ci dicevano di poter essere. Piano piano si conoscono di più. Sono contento. Dobbiamo migliorare dietro perché è vero che magari prendiamo pochi tiri, ma forse troppo chiari”. 

Roma-Inter

“La guarderò, ma non perché penso che sono nostri avversari. Per me è un partitone, sono le due squadre più forti per me in Italia, quindi la guardo perché mi piace il calcio e non per altre ragioni”. 

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