“QualitĆ scarsa, scarsissima; confusione tanta, troppa“. L’incipit del pezzo della Gazzetta dello Sport dedicato agli errori arbitrali dice giĆ tutto dell’analisi che seguirĆ . Certo
Il collega Stefano Agresti parla di “livello degli sbagli inaccettabile. In molte situazioni ĆØ impossibile comprendere come professionisti di rilievo, impiegati in campo oppure davanti alla Var, siano incapaci di valutare in modo corretto ciò che appare chiaro a migliaia di telespettatori“. L’arbitro in campo a volte merita comprensione, ma, riprende il pezzo, “comāĆØ possibile che il Var non lo corregga? Eā stato messo lƬ apposta. Se tutti noi notiamo un errore marchiano, come può non accorgersene lui, che ĆØ – dovrebbe essere – un esperto in materia? La conferma che il livello della nostra classe arbitrale ĆØ modesto e che il lavoro di Rocchi dal punto di vista tecnico non ha dato i risultati sperati“. Si fanno anche nomi e cognomi: “Pairetto (in foto, ndr) ĆØ spesso disastroso: come si spiega che continui a dirigere gare cosƬ importanti?”
Un passaggio ĆØ anche sul tocco di mano di Gatti: “Per Fabregas, che qualche partita lāha giocata e studia il calcio in ogni dettaglio, ĆØ un fallo evidente, chiaro, indiscutibile. Per lāarbitro Abisso e per il Var Guida non ĆØ sufficiente quel contatto mano-palla per concedere il rigore. E i vertici arbitrali sono dāaccordo, tanto che non hanno preso provvedimenti nei loro confronti. Ma la domanda ĆØ: qualcuno – non tra gli osservatori e i tifosi, bensƬ tra gli stessi arbitri – ha le idee chiare su quali siano i tocchi di mano da punire? Osservando le loro decisioni, ĆØ legittimo avere più di qualche dubbio“. E in effetti persino i vari esperti arbitrali sono in disaccordo tra loro, con Cesari che ha sconfessato quanto detto da Marelli e Calvarese sull’episodio di venerdƬ.
“Insomma: ĆØ tutto sbagliato, ĆØ tutto da rifare“, riattacca la Gazzetta. “Ć sbagliata la nostra classe arbitrale, e andrebbe rifatta. Sono sbagliate certe regole, perchĆ© poco chiare, e il protocollo Var, che crea incertezze e difformitĆ : dovremmo rifare pure questi. Non sarebbe esagerato lāimpiego delle immagini per i secondi cartellini gialli, quelli che determinano lāespulsione. Prima di cambiare e chiarire le norme, però, ĆØ necessario elevare la qualitĆ dei nostri arbitri. Questi sarebbero capaci di sbagliare anche con regole nuove e diverse“.

