Cesc Fabregas ha ottenuto quanto auspicato per tutta l’estate: una rosa composta da 22 giocatori di movimento, esclusi i portieri. È questo l’equilibrio numerico ricercato dal tecnico spagnolo fin dal ritiro estivo, e raggiunto alla chiusura del mercato, grazie a una serie di operazioni mirate sia in entrata che in uscita.
Gli ultimi due innesti sono arrivati in extremis e hanno rafforzato sensibilmente il reparto difensivo: si tratta di Stefan Posch, prelevato dal Bologna, e di Diego Carlos, proveniente dal Fenerbahce. Due profili esperti e già rodati a livelli internazionali, che aggiungono solidità, leadership e profondità al pacchetto arretrato. Con il loro arrivo, la concorrenza tra i centrali si intensifica, portando a cinque il numero di giocatori in lotta per due maglie da titolare, in attesa anche del recupero completo di Dossena, che tornerà presto a disposizione. Posch può anche essere utilizzato sull’out destro.
Numerose le cessioni registrate negli ultimi giorni di mercato, alcune in prestito, altre a titolo definitivo, con l’obiettivo di alleggerire la rosa e concentrare gli sforzi su un gruppo selezionato. Tuttavia, alcuni esuberi risultano ancora formalmente in organico, nonostante siano ormai fuori dai piani tecnici (vedi Cerri giusto per citarne uno il cui trasferimento al Modena è saltato in dirittura d’arrivo, Ndr). Con l’apertura di mercati esteri ancora attivi, come ad esempio quelli di Turchia, Grecia, Arabia Saudita e MLS, non è escluso che possano trovare una sistemazione nei prossimi giorni. In caso contrario, rimarranno fuori rosa fino a gennaio, restando comunque a libro paga della proprietà indonesiana della famiglia Hartono (non davvero un problema per loro, Ndr).
Nella nuova composizione della rosa a disposizione di mister Césc Fàbregas l’unico piccolo dubbio riguarda il ruolo di centravanti. Con le cessioni di Azon, Cutrone e Gabrielloni in rosa rimangono solo due giocatori di ruolo ossia Douvikas e il neo acquisto Morata, aldilà di possibili “invenzioni” di Fàbregas da “falso nueve” come successo la scorsa stagione a esempio con Nico Paz.
Il Como si conferma comunque una delle società più attive sul mercato italiano, con un progetto ambizioso che ha portato a un sostanziale rinnovamento della squadra in ogni reparto. In attacco, a centrocampo e in difesa, sono stati inseriti giocatori di alto profilo, in grado di elevare il livello qualitativo complessivo della rosa.
Il mix di esperienza internazionale e giovani di talento rende il Como una squadra imprevedibile e difficile da affrontare, come già emerso nelle prime uscite stagionali. La strategia del club, coerente con le linee guida tracciate da Fabregas e dalla dirigenza, mira a consolidare la permanenza in Serie A e, nel medio periodo, a competere stabilmente nella parte sinistra della classifica sognando un piazzamento alle coppe europee.




Peccato non aver concluso con Djú Franculino, sarebbe stato un bel colpo di mercato.
Tanti italiani