L’editoriale di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, tocca il tema del poco spettacolo in Serie A. E si concentra su Como-Cagliari, partita che per la verità non ci è parsa così brutta ma che al collega proprio non è piaciuta:
L’ha seguita “convinto di potermi divertire di nuovo: la squadra di Fabregas è la più piacevole del campionato e quella di Pisacane mi sta semplicemente a cuore, e non poco“. Ma “dopo una mezz’ora, da telespettatore e appassionato ho cominciato a provare un discreto fastidio e nei primi minuti della ripresa avrei spento volentieri la tv. Non l’ho fatto perché – come avrebbe detto Totò – volevo proprio vedere come sarebbe andata a finire. L’azione più fluida della partita è durata sette, otto secondi. Alla fine Pezzuto ha infatti fischiato 36 volte, ottenendo l’effetto coito interrotto: lo spettacolo non è stato mai fecondato. Falli, falletti tattici, qualche rudezza supplementare di Mina e insomma un trillo continuo, spesso eccessivo: la sensazione, netta, che stesse avvenendo qualcosa di calcisticamente insopportabile. Trentasei stop and go sono un terzo in più della media stagionale, che è di 25, tre più del campionato scorso (22). Scrivo di questa partita, ma avrei potuto estendere il discorso a tante altre gare della serie A“.
Zazzaroni non se la prende con Fabregas, anzi: “Lo assolvo: prova sempre a giocare“. L’allarme che il giornalista bolognese ritiene opportuno suonare è generale: “L’aspetto paradossale è che, a fronte dell’abbassamento della qualità dello spettacolo, si registra un aumento delle presenze allo stadio, ma – attenzione – anche una forte diminuzione dei dati d’ascolto. Il calcio di soli highlights ha un presente, ma non un futuro“.
Opinione netta anche sul gol annullato al Cagliari: “L’ho trovato grottesco. Il regolamento (sbagliato) è stato – sì – applicato, ma la cancellazione di una rete per un contrasto non considerato dall’arbitro e avvenuto praticamente il giorno prima ha ben poco a che fare con uno sport di contatto“.




Se un arbitro minimamente decente avesse tirato fuori subito un paio di cartellini gialli alle prime avvisaglie di quel gioco poco ortodosso del Cagliari sempre al limite della regolarità o palla o avversario. Forse sarebbe stato costretto a giocare di più con la palla che pensare al solo ” rompere le palle “. Così si sono sentiti tutelati da poter continuare con il non gioco.
Infatti…vero è sono 2 le squadre che dovrebbero giocare
Taia i cavei barbun
Beh certo, contro una squadra che fa catenaccio per 95 minuti, sicuramente non siamo attrezzati