Como, l’unica spina nel trionfo del Napoli campione

Nella stagione dello scudetto partenopeo, solo il Como di Fabregas riuscì a infliggere una sconfitta al Napoli nel girone di ritorno, gettando le basi per una salvezza storica

Il cammino del Napoli verso il quarto scudetto della sua storia ha avuto un solo ostacolo nel girone di ritorno: il Como di Cesc Fabregas. La formazione lombarda è stata infatti l’unica in grado di fermare la corsa degli azzurri, imponendosi con un sorprendente 2-1 nella sfida del 23 febbraio, dimostrando tenacia, organizzazione e capacità di colpire nei momenti decisivi.

Una partita chiave per entrambe le squadre, destinata a segnare la stagione non solo dei campani ma anche dei biancoblù. L’incontro si era sbloccato dopo appena sette minuti, in modo rocambolesco: una clamorosa autorete di Rahmani, che tentava un retropassaggio verso Meret, regalò il vantaggio ai padroni di casa. Nonostante il pareggio quasi immediato di Raspadori, il Como non si arrese. Al 77’ fu Diao a siglare il gol decisivo, sfruttando un perfetto assist di Paz.

Il successo contro il Napoli seguiva quello sul campo della Fiorentina, in un doppio turno che rappresentò il vero punto di svolta nella stagione del Como. Queste due vittorie consecutive rafforzarono la fiducia della squadra, permettendole di allontanarsi dalle zone calde della classifica e gettando le basi per una salvezza anticipata, coronata infine da un decimo posto finale che ha il sapore di un traguardo storico.

Nonostante un calo di rendimento nelle settimane successive — due sconfitte e due pareggi — il Como reagì costruendo una striscia positiva di otto partite senza sconfitte, culminata in sei vittorie consecutive, nuovo record per la società in Serie A. Questo exploit ha permesso alla squadra lombarda di chiudere il campionato con grande dignità, ponendosi come una delle rivelazioni più solide del torneo, nonostante l’inizio complicato.

Il successo sul Napoli assume quindi un significato particolare: non solo ha interrotto l’imbattibilità del futuro campione d’Italia, ma ha anche simbolicamente rappresentato l’inizio della rinascita del Como, guidato dalla visione e dalla leadership di Fabregas, capace di trasformare un gruppo in cerca di identità in una realtà competitiva.

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