Como-Monza, una finale per chi? Forse per gli allenatori…

Siamo a novembre, per nessuna delle due squadre è un'ultima spiaggia. Ma Nesta e Fabregas devono rinsaldare la loro panchina

Qualcuno non lo considera neanche un derby, ma probabilmente chi abita al confine tra le due province (Cermenate, Novedrate, Meda, Mariano, Arosio, Giussano…) non sarebbe d’accordo. Al netto di ogni snobismo del tipo “loro non esistono” la verità è che Como-Monza non potrà mai essere una partita come le altre. Per noi, ma soprattutto per loro.

Definirla una “finale” però è esagerato, sono titoloni che fanno comodo a noi giornalisti. In Serie A non possono esistere finali a novembre. Chiunque dovesse perdere si troverebbe forse a -3 dalla zona salvezza e avrebbe ampiamente occasione di rimontare nei prossimi mesi. Certo, la rilevanza è alta perché entrambe non vincono da tanto e sbagliare vorrebbe dire deprimere di brutto l’ambiente. Ma le finali sono un’altra cosa.

E allora per chi pesa particolarmente questo derby? Sicuramente per i tifosi biancorossi, che la considerano la partita dell’anno e viverla in Serie A caricherà tantissimo l’ambiente: nella loro “lista nera” dei nemici siamo al primo posto a +30 dalla seconda, cosa che non succede a parti inverse. Sono pronti a un’annata di sofferenza e per questo hanno bisogno di una gioia.

Qualcun altro? Sì, i due allenatori. Dopo oltre un mese senza vittorie la posizione di Nesta non è più così salda e un capitombolo al Sinigaglia rischierebbe di farlo traballare parecchio. Anche perché è un esordiente in A privo di un grande curriculum, quindi non ha grandi “crediti” da giocarsi.

La situazione di Fabregas è evidentemente diversa. La promozione è merito anche suo, ma soprattutto il legame con la proprietà è molto forte. Questo progetto è costruito attorno a lui, quindi speriamo che domani vinca, convinca e si rilanci, allontanando qualsiasi nuvola o nube. Siamo i favoriti e anche chi scrive è fiducioso. Se andasse male però la posizione del catalano finirebbe per forza sotto osservazione. Perché ok le dichiarazioni di facciata, ok i dati e le statistiche, ma un allenatore che fa due/tre punti in otto partite è per forza di cose sotto esame. Attenzione, non vogliamo ipotizzare un possibile esonero perché sarebbe una fake news, però di certo l’aria inizierebbe a farsi pesante anche considerando la serie infinita di infortuni, alcune scelte tecniche e tutto il resto.

Ed evidentemente sotto esame c’è anche qualche giocatore. Cutrone deve interrompere l’emorragia di sette partite senza gol né assist. Sui portieri c’è enorme malcontento. E in generale un passo falso contro il Monza probabilmente esporrebbe a critiche feroci diversi elementi. Tra l’altro manca un mese al mercato di gennaio…

Ma non pensiamoci. Andrà bene. Deve andare bene. E i cocci saranno tutti dei monzesi.

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