Dal cuore dell’Indonesia a Como: la passione biancoblù che unisce due mondi

Il racconto del regista Paolo Lipari a Gili Meno, dove il Como è diventato simbolo identitario per i giovani tifosi indonesiani

Riconoscersi fratelli, lontani ma uniti da una maglia. È ciò che ha vissuto il regista comasco Paolo Lipari, nel corso di un viaggio in Indonesia, quando si è imbattuto nell’entusiasmo sorprendente di Yan, ventenne locale tifoso sfegatato del Como, nell’isola di Gili Meno. Un incontro casuale, ma profondamente simbolico, in un angolo sperduto dell’Oceano Indiano dove la squadra lariana è diventata un punto di riferimento per tanti giovani, da quando la famiglia Hartonio ha acquisito il club.

Un incontro sul filo del biancoblù

Durante l’esplorazione tra sud della Cina e Indonesia, Lipari si è presentato con la maglia del Como, regalo natalizio ricevuto dal genero. Un gesto affettuoso che ha assunto valore ancora maggiore quando Yan, col tono gentile tipico della popolazione locale, si è avvicinato con un entusiasmo genuino: “Forza Como!”. Il giovane ha raccontato al regista di seguire con passione la squadra, nonostante le partite vadano in onda alle tre del mattino a causa del fuso orario. “Non perdo mai gli highlights su YouTube, anche l’ultima vittoria col Cagliari!”, ha spiegato con occhi brillanti.

Fabregas e Vojvoda: gli eroi lariano-indonesiani

Il tifo di Yan non si limita a un generico entusiasmo: conosce i giocatori, ricorda i risultati e memorizza persino i ruoli in campo. Prima il suo idolo era Audero, portiere con origini indonesiane, oggi spostatosi al Palermo. Adesso è Cesc Fàbregas, allenatore-leggenda che ha condotto il Como tra le prime dieci della Serie A. “Un eroe”, lo definisce Yan, snocciolando le sue imprese da calciatore prima e da tecnico poi. E poi c’è Vojvoda, il difensore che preferisce per il ruolo e per il nome, che in indonesiano significa “governatore”.

“Tutti conoscono il Como da noi”, afferma Yan, sottolineando come sempre più giovani sognino di giocare in Italia, ispirati dalla visibilità del club e dal fascino europeo che oggi accompagna il suo nome. Il calcio, attraverso questa nuova “ambasciata sportiva”, diventa ponte culturale tra Como e l’Indonesia.

Una visione che va oltre lo sport

Il viaggio di Paolo Lipari ha offerto uno sguardo unico su una realtà che in Italia si tende a sottovalutare: il brand Como ha ormai una risonanza internazionale, in particolare nel sud-est asiatico. “Sinceramente, prima non conoscevo Como”, ammette Yan. “Ma ora, grazie alle immagini, so che è un posto meraviglioso”.

E quando si parla di Serie A, c’è anche posto per un altro tifo parallelo: quello per il Venezia, soprattutto per la presenza del capitano Jay Idzes, amatissimo in Indonesia. Tuttavia, per Yan, il Como è la squadra del cuore. E quando gli si chiede cosa si aspetta per la prossima stagione, risponde senza esitazioni: “Tra le prime sei o sette. Possiamo essere come la Fiorentina e giocare in Europa!”.

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