Infantino su Milan-Como in Australia: “Sì alle partite all’estero, ma servono regole”

Il presidente FIFA apre alla globalizzazione degli eventi calcistici, ma avverte: “Serve una cornice normativa chiara, la deregulation non è la soluzione”.

Gianni Infantino interviene sul caso che sta facendo discutere il calcio italiano e internazionale: Milan-Como in Australia. A margine dell’Assemblea Generale dell’EFC, svoltasi al Cavalieri Waldorf Hotel di Roma, il presidente della FIFA ha espresso la propria posizione sulla decisione di disputare la gara di Serie A a Perth, sottolineando l’importanza della regolamentazione in un contesto in continua evoluzione.

“Nel calcio abbiamo una struttura di tipo internazionale e nazionale, è una struttura che ha reso il calcio lo sport numero uno al mondo”, ha dichiarato Infantino, evidenziando il valore del sistema attuale, ma anche la necessità di aprirsi a nuove dinamiche globali.

Il caso Milan-Como e il ruolo della Lega

Il match tra Milan e Como, previsto in calendario di Serie A e ufficialmente in programma in Australia, ha generato un acceso dibattito tra addetti ai lavori, tifosi e istituzioni sportive. La decisione, proposta dalla Lega Serie A, punta a valorizzare l’immagine del campionato italiano all’estero, sfruttando la visibilità internazionale di club come il Milan e il crescente interesse globale verso il progetto Como 1907.

Infantino ha riconosciuto il valore promozionale dell’iniziativa, ma ha anche espresso una posizione prudente: “È una sola partita, credo che le nostre riflessioni debbano essere più ampie. Vogliamo che tutti giochino dove vogliono, però vogliamo una cosa con delle regole”.

“La deregulation non aiuta nessuno”

Al centro dell’intervento di Infantino, il tema della regolamentazione: secondo il presidente FIFA, l’apertura a partite disputate fuori dai confini nazionali non può avvenire in modo arbitrario o senza una struttura normativa condivisa.

“La deregulation in questo campo non aiuta nessuno”, ha sottolineato, lanciando un chiaro messaggio alle federazioni e alle leghe nazionali: serve una governance internazionale che disciplini questi eventi, per tutelare l’equilibrio sportivo, garantire trasparenza e rispetto delle competenze territoriali.

Uno scenario in evoluzione

L’idea di portare partite ufficiali di campionato in Paesi terzi non è nuova, ma rappresenta una frontiera ancora aperta, che tocca temi come la commercializzazione del calcio, i diritti televisivi, il rapporto con i tifosi locali e la calendarizzazione delle competizioni. La FIFA, in questo senso, si pone come garante di un quadro normativo internazionale, in grado di bilanciare innovazione e tradizione.

Nel caso specifico di Milan-Como a Perth, l’ultima parola spetterà alle autorità calcistiche competenti, ma le parole di Infantino sembrano indirizzare verso una futura regolamentazione multilaterale, che potrebbe coinvolgere UEFA, federazioni nazionali e confederazioni continentali.

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