Andrea Ardito, bandiera del Como e attualmente dirigente dell’Alta Brianza, ha parlato a La Provincia dello stadio Sinigaglia e del relativo progetto di riqualificazione:
“Io sono un nostalgico e vivo un calcio molto emozionale, un pezzo di cuore lo lascio negli stadi vecchi. Le tante battaglie fatte al Sinigaglia le ho tutte dentro. Se chiudo gli occhi adesso ho l’immagine di quella curva, mi mancherà. Quando andai via lasciai la curva piena per la promozione in A; quando dopo anni sono tornato il mio obiettivo era di rivederla così piena e ce l’ho fatta nella finale d’andata col Bassano. Per me quell’immagine resterà per sempre. Ma il calcio moderno sta andando in una direzione ben precisa, dobbiamo adattarci ai cambiamenti ed è giusto che ci sia un progetto nuovo e moderno. E questo è il momento giusto per farlo. Io ho vissuto l’epoca Preziosi che promise di portare la squadra in A e lo fece, ma non riuscì a fare lo stadio nuovo. Se oggi la società non riuscisse a farlo, sarebbe un duro colpo. Quando c’è la volontà di fare le cose, un accordo si trova. Ci sono tanti stadi in centro o in posizione semicentrale. Questa per Como non è solo un’occasione: è l’occasione”.

