Noi, Fabregas e la regola dell’amico

Cesc a livello comunicativo tiene un piede in due scarpe, come una femme fatale che lascia a bagnomaria un ragazzo ingenuo e un po' imbranato

“Vediamo … Qui mi trovo benissimo, però dobbiamo confrontarci … Quando andrò via voglio lasciare un’eredità, però non sono parole d’addio, l’ho sempre detto … Non dico se sarò qui anche l’anno prossimo, però l’anno prossimo vorrei un altro match analyst … Prima o poi andrò via, ma magari tra cinque o dieci anni … Sarei contento di continuare, però…“. Ripensando alle recenti parole di Fabregas, a questo continuo dire-non dire riguardo al futuro, ci è venuta in mente La Regola dell’Amico, degli 883. “…mentre tu giochi e un poco provochi, però mai esageri. Sul più bello vai via sola e lasci tutti così”. E lo spagnolo sembra proprio una bella ragazza che gioca al gatto col topo con un ragazzo un po’ ingenuo e imbranato, ormai cotto a puntino, senza dargli risposte definitive ma tenendolo lì a bagnomaria.

Il ragazzo ingenuo e imbranato non è sicuramente il Como 1907, probabilmente una delle società più ambite da qualsiasi allenatore in questo momento: Cesc farebbe un grave errore se sottovalutasse il potenziale di questo club. E forse farebbe un errore anche se sopravvalutasse sé stesso: è un tecnico seducente, senza dubbio, ma è davvero già pronto per allenare in Champions, con partite ogni tre giorni, per gestire una rosa di campioni, con panchina lunga e giocatori che fanno macello se li metti fuori tre volte di fila? Forse lo è, boh, conoscendolo avrà voglia di dimostrarlo. Ma torniamo alla nostra analogia: qui il ragazzo ingenuo e imbranato siamo noi, tifosi e giornalisti. Abituàti ad avere a che fare con allenatori – col dovuto rispetto per tutti – che al massimo potevano essere corteggiati dall’Ancona. E ora ci troviamo intortati da questo campione del mondo che fa interviste da quando aveva 16 anni, bravissimo a dare un colpo al cerchio e uno alla botte, non dicendo nulla che tagli i ponti con noi ma allo stesso tempo non prendendo impegni. Esattamente come la donna della quale cantavano gli 883.

Così ecco che noi rimaniamo “tutti così, a roderci perché ha dato retta a un altro (Leverkusen? Roma? Milan?) non cagando noi”. E qualcuno dirà: ma noi e Fabregas siamo già insieme, stiamo già vivendo una storia d’amore. Però oggettivamente per Cesc è stato facile rimanere al Como fino a qualche mese fa, non avendo altre grandi alternative. E’ ora che dovrebbe dimostrare la sua fedeltà, finanche la sua gratitudine per una società che gli ha dato grande fiducia nonostante la sua scarsa esperienza in panchina. Vedremo se lo farà, o se invece darà la precedenza alle proprie legittime ambizioni. Se tra poche settimane vedremo questa femme fatale catalana “entrare mano nella mano” con qualcun altro, beh… Forse rosicheremo, ma poi ci chiederemo: E’ più difficile trovare un bravo allenatore o una proprietà come la nostra? E allora il sorriso tornerà sui nostri volti.

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2 Commenti
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1 anno fa

Condivido … nella speranza che cesc resti

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1 anno fa

Cesc resta con noi 🙏un paio d’anni ancora 🙏🙏,,,,,, ci hai fatto divertire col tuo Calcio 💪👏

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