“Il Como può vincere lo scudetto”: Franzone esalta Fabregas e la rivoluzione azzurra

L’ex portiere della squadra promossa da Tardelli nel 1994 racconta il momento del club della famiglia Hartono: “Una squadra così dominante faccio fatica a ricordarla”

Sono passati 32 anni dalla sua esperienza con la maglia del Como, protagonista della promozione guidata da Marco Tardelli nella stagione 1993-94. Oggi Maurizio Franzone ha cambiato ruolo ed è un procuratore sportivo, ma continua a seguire con attenzione il mondo del calcio.

L’ex portiere biancoblù, intervistato dai colleghi de La Provincia, ha raccontato il suo entusiasmo per il progetto costruito dalla società della famiglia Hartono, soffermandosi sulle qualità della squadra allenata da Cesc Fabregas.

“Una squadra dominante, difficile ricordarne una simile”

Franzone non nasconde la sua sorpresa davanti al livello raggiunto dal Como: “Guardo partite ogni giorno, viaggio per l’Europa e spesso capita persino di controllare l’orologio perché alcune gare mi annoiano. A Genova invece avrei voluto che la partita durasse cento minuti. È stata una vera goduria”.

Secondo l’ex estremo difensore, il gruppo lariano ha caratteristiche difficili da trovare anche nelle grandi squadre del passato: “Una squadra così dominante faccio fatica a ricordarla. Mi vengono in mente il Milan di Sacchi, quello di Ancelotti e alcune grandi realtà europee, ma il Como è davvero impressionante”.

Velocità e qualità: il segreto del calcio di Fabregas

Alla base dei risultati, secondo Franzone, c’è soprattutto la rapidità con cui il Como interpreta il gioco: “Oggi si parla tanto di possesso palla e costruzione dal basso, ma la differenza la fa la velocità con cui vengono eseguite le giocate. Il Como fa tutto a ritmi altissimi, con passaggi forti e precisi”.

L’ex portiere sottolinea come la squadra riesca spesso a trovare soluzioni verticali proprio grazie alla rapidità delle scelte: “Quando gli avversari non sono ancora sistemati in campo, nasce l’effetto sorpresa. Se aspetti che siano posizionati, perdi il vantaggio. Il Como mi sembra preparato anche sotto il profilo atletico”.

Perrone, Valle e Baturina: i giocatori più apprezzati

Difficile scegliere un solo protagonista per Franzone, che elogia l’intero organico: “Mi hanno colpito tutti. Davvero non c’è un giocatore che non mi abbia lasciato qualcosa”. Tra i tanti elementi della rosa, però, cita tre nomi dopo la sfida di Genova: “Se devo indicarne tre scelgo Perrone per la semplicità delle idee, Valle per la capacità di interpretare entrambe le fasi e Baturina perché unisce qualità e forza. Ma potrei continuare a lungo”.

Mercato e società: il modello Como secondo Franzone

Da osservatore privilegiato del mondo degli agenti, Franzone evidenzia anche la gestione societaria: “Il mercato spesso vive di rapporti e dinamiche che non riguardano solo il campo. Il Como è stato molto bravo a restare distante da certe logiche”.

Secondo l’ex portiere, il valore aggiunto è rappresentato dalla piena sintonia tra tutte le componenti: “Quello che è stato costruito non nasce solo dai soldi. Le risorse sono importanti, ma servono lavoro e idee. Fabregas sceglie i giocatori che vuole e loro sanno che saranno valorizzati dal tecnico”.

Lodi a Ludi e Suwarso: niente spazio agli ego

Franzone dedica parole importanti anche al direttore sportivo Ludi e alla dirigenza del sodalizio lariano:“Non credo possa mai esserci uno scontro su un nome soltanto per imporre un’idea personale. Nessuno vuole mettere davanti il proprio ego al progetto”.

Poi aggiunge: “Ludi è fondamentale non solo per gli acquisti, ma perché ragiona in funzione della squadra. Tutti partecipano alla costruzione, ma lavorando come un vero gruppo”.

“Il Como può vincere lo scudetto”

L’ex portiere si spinge fino a immaginare un traguardo storico: “Per me il Como può vincere lo scudetto. Non dico che lo vincerà, ma ha la possibilità di farlo. Siamo solo all’inizio e ci sono tante variabili, dagli infortuni alla Champions, ma nemmeno l’Inter, che magari ha più esperienza in alcuni ruoli, esprime una qualità così evidente”.

Il paragone tra Fabregas e Tardelli

Il legame con il passato emerge quando Franzone paragona il tecnico spagnolo al suo vecchio allenatore: “Fabregas, per carisma, mi ricorda Tardelli. Quando entrò nello spogliatoio fu uno choc: undici anni prima lo avevo visto vincere il Mondiale in televisione. Aveva un’autorità incredibile”.

Poi il ricordo della promozione del 1994: “Eravamo inferiori ad alcune avversarie, ma vincemmo perché correvamo di più e soprattutto perché volevamo accontentare il nostro allenatore. Era un mito. Credo che oggi accada qualcosa di simile con Fabregas, solo che questa squadra è anche più forte”.

Kean e la scommessa vinta da Fabregas

L’arrivo di Moise Kean è un altro tema affrontato da Franzone. L’ex portiere crede nella capacità dell’allenatore catalano di valorizzare anche giocatori dal carattere forte: “Se ce n’è bisogno, Fabregas riuscirà sicuramente a metterlo sulla strada giusta. L’assist visto recentemente dimostra che ha capito di dover pensare alla squadra e non soltanto alla giocata personale”.

Secondo Franzone, nel progetto Como valgono soprattutto le regole del gruppo: “Qui nessuno è al di sopra della squadra. Non contano stipendio o nome: se non ti allinei, resti fuori. Kean lo ha capito e il modo in cui è entrato dimostra la sua voglia. Fabregas vincerà anche questa sfida”.

L’orgoglio di aver vestito la maglia del Como

Guardando il nuovo stadio “Giuseppe Sinigaglia” e al successo internazionale del club, Franzone ammette di provare emozione: “Quando vedi lo stadio rinnovato ti torna in mente la tua esperienza, anche se questa è una storia completamente diversa”.

Poi una confessione curiosa: “Prima, quando all’estero mi chiedevano dove avevo giocato, citavo spesso il Cagliari perché era più conosciuto. Oggi invece dico subito Como, perché ormai lo conoscono tutti. Anche se era un Como molto diverso”.

Il ritorno al Sinigaglia resta un obiettivo

L’ex portiere segue il calcio per lavoro e spera presto di tornare a vedere dal vivo la squadra lariana: “Viaggio molto e probabilmente riuscirò a vedere diverse partite in trasferta, dove è più semplice ottenere gli accrediti. Il Como riceve tantissime richieste. Però prima o poi tornerò sicuramente al Sinigaglia”.

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