Alvaro Morata torna a parlare e lo fa senza filtri. L’attaccante spagnolo, di proprietà del Como 1907 e attualmente in prestito al Leganés in Segunda Division, si è raccontato ai microfoni di Cadena SER, affrontando diversi temi legati alla sua carriera, al presente e alle prospettive future in una lunga intervista radiofonica.
“Al Como sono stato più importante di quanto si sia detto”
Morata parte dalla voglia di rispondere alle critiche e dai momenti difficili vissuti negli ultimi anni: «Chi mi stima continuerà a farlo, mentre per i detrattori non basterebbe nemmeno vincere una Scarpa d’Oro. Ho attraversato periodi complessi, ma oggi mi sento finalmente felice e penso che si veda anche in campo».
L’attaccante ha poi ricordato la parentesi vissuta con la maglia del Como, sottolineando il proprio contributo alla crescita della squadra: «Sono stato un elemento molto più determinante di quanto si sia detto. Il mio obiettivo è sempre stato lavorare per la squadra e valorizzare i compagni».
La scelta del Leganés: “Non è una vetrina temporanea”
Dopo l’esperienza sulle rive del Lario, Morata ha deciso di ripartire dalla seconda serie spagnola con il Leganés, una scelta che considera un nuovo stimolo professionale: «Sono qui perché mi hanno dimostrato di volermi a tutti i costi e perché credo nel percorso che stiamo costruendo insieme. Spero di rimanere a lungo: non è una vetrina temporanea, ma una sfida che mi sta restituendo serenità».
L’obiettivo è chiaro: aiutare il club nella corsa alla promozione e ritrovare continuità dopo stagioni caratterizzate da tanti cambiamenti.
Futuro da allenatore? Morata non chiude la porta
L’ex attaccante di Juventus, Real Madrid e Atletico Madrid ha parlato anche della possibilità di intraprendere un giorno la carriera da allenatore: «Ho sempre detto di no, ma penso che potrei fare bene. Il problema sarebbe lasciare fuori qualcuno che merita di giocare. Con la mia personalità probabilmente non dormirei la notte».
Per ora, però, la priorità resta il campo: «Voglio dare il massimo in questi ultimi anni della mia carriera e poi avrò tempo per pensare al futuro».
Nazionale spagnola, VAR e il sogno Mondiale
Morata ha affrontato anche il rapporto con la Spagna, ammettendo il dispiacere per la mancata convocazione ai Mondiali: «Avrei voluto esserci, naturalmente. Quando ho visto Rodri sollevare il trofeo ho pensato che avrei potuto essere lì, ma non ha senso vivere di rimpianti». L’attaccante ha raccontato di aver ricevuto personalmente la telefonata del commissario tecnico Luis de la Fuente: «Mi ha chiamato per dirmi che non sarei andato. Ho ringraziato e ho capito la decisione».
La porta della Nazionale, però, resta aperta: «Spero di tornare, anche se oggi la concorrenza è altissima. La Spagna ha tantissimi attaccanti di livello e sta vivendo un grande momento».
Infine, Morata ha espresso anche le proprie perplessità sul VAR: «Preferisco il calcio senza VAR. Siamo tutti esseri umani e gli errori fanno parte del gioco. A volte il sistema ha complicato troppo le cose».
Seguici su
Aggiungi calciocomo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


Ok ha ricominciato con la sangria ..
Grazie Alvaro 💙💙💙
Rispetto per alvaro..qualche gol in più sarebbe stato meglio…
O per lo meno il rigore di Napoli
Va bene così ciaoooo one