Nicastro celebra il Como: “Gli Hartono hanno realizzato un sogno: club diventato realtà straordinaria”

L’ex presidente lariano racconta l’emozione del ritorno al Sinigaglia per la prima storica gara di Champions League: “Avevo visto le potenzialità, ma arrivare così in alto in sette anni era difficile da immaginare”

La prima storica partita del Como in Champions League ha avuto tra gli spettatori anche una figura fondamentale nella rinascita del club lariano: Massimo Nicastro. L’ex presidente biancoblu, colui che nel 2019 individuò nella famiglia Hartono il partner ideale per il futuro della società, è tornato al Sinigaglia per assistere alla sfida europea contro il Lipsia.

Un ritorno dal forte valore simbolico per chi, in una giornata invernale del 2019, accompagnò Mirwan Suwarso alla scoperta della città e dello stadio, mostrando le potenzialità di un progetto che oggi è diventato una realtà internazionale. Intervistato da La Provincia, Nicastro ha raccontato le sue sensazioni:

“È stato meraviglioso. Ero già tornato altre volte, ma non potevo perdere l’occasione di essere presente alla prima partita di Champions League del Como.”

“Avevo immaginato uno stadio diverso già dalla Serie D”

Nicastro ha ricordato come, già negli anni della Serie D, avesse intuito l’importanza di un progetto capace di coinvolgere città, territorio e struttura sportiva. “Parlavo della necessità di spettacolo e di un impianto rinnovato già in Serie D. In quel momento poteva sembrare quasi una provocazione, ma la mia idea era corretta. Il gruppo Hartono ha trasformato in realtà qualcosa che avevo immaginato, anche se allora sembrava difficilmente realizzabile.”

L’ex presidente ha poi raccontato il suo incontro con Suwarso, sottolineando il cambiamento vissuto dal dirigente indonesiano. “Ho ritrovato un Suwarso motivato e felice, per nulla spaventato dalle difficoltà. Ma soprattutto ho visto una trasformazione: quando lo conobbi era un manager molto razionale, oggi sembra davvero un tifoso della squadra.”

Suwarso e il legame con la città

Secondo Nicastro, proprio il coinvolgimento emotivo della proprietà rappresenta uno degli elementi più importanti del percorso del Como. “Nel calcio moderno ci sono sempre più proprietà straniere. Avere però un presidente così coinvolto e appassionato è un valore enorme per il club e per la tifoseria.”

L’ex numero uno lariano ha poi ricordato il primo impatto degli Hartono con il territorio: “Prima dello stadio ci incontrammo a Villa d’Este e alla Canottieri. Forse vedere subito il vecchio impianto avrebbe potuto scoraggiarli. Il panorama e la forza del territorio, invece, hanno mostrato immediatamente le grandi potenzialità di Como.”

“Il Como sta diventando una squadra amata anche fuori città”

Nicastro ha evidenziato anche l’effetto che il progetto Como sta generando a livello nazionale e internazionale. “Il club si sta costruendo un ruolo da squadra simpatia in Italia e anche all’estero. Molti appassionati di altre squadre hanno iniziato a seguire il Como come seconda squadra, grazie a un calcio piacevole e a un’identità precisa.”

Per l’ex presidente, il successo sportivo può rappresentare anche un volano per tutto il territorio: “Il calcio oggi non è soltanto sport: per una città come Como può diventare una vetrina straordinaria, una cartolina capace di valorizzare il territorio.”

La scelta degli Hartono e la soddisfazione personale

Nicastro ha poi ripercorso la decisione di affidare il futuro del club alla famiglia Hartono, spiegando che alla base non c’erano soltanto valutazioni economiche. “Non guardavo solamente alla disponibilità finanziaria, ma soprattutto alla capacità di avere una visione. Avevo capito che erano persone preparate e con esperienza nel mondo del calcio internazionale.”

Un percorso che oggi gli regala anche la gratitudine dei tifosi: “Ho ricevuto tanti complimenti e tante pacche sulle spalle. Nel calcio spesso gli ex presidenti vengono criticati, quindi è stato bello vivere questo momento. Il mio merito però è minimo: il risultato raggiunto è soprattutto frutto del loro lavoro.”

Champions League in sette anni: un traguardo inatteso

L’ex presidente ammette che il traguardo raggiunto dal Como ha superato ogni previsione. “Sinceramente non pensavo che il Como potesse arrivare così in alto in così poco tempo. Sapevo che il club era in ottime mani, ma immaginare la Champions League dopo sette anni era qualcosa di difficile da prevedere.”

Secondo Nicastro il segreto è stato l’allineamento tra le diverse aree della società: “La forza del Como è avere una struttura perfettamente coordinata: area manageriale, settore sportivo e guida tecnica lavorano nella stessa direzione. Ludi è una garanzia, Fàbregas è cresciuto qui e la scelta dei giocatori continua a dare risultati.”

“Il Como può diventare un modello”

Nicastro ha infine parlato del futuro, sottolineando il valore del calcio proposto dalla squadra di Césc Fàbregas. b“Il gioco del Como è divertente e coinvolgente. Se continua su questa strada, non sarebbe sorprendente vedere persone preferire una partita del Como rispetto ad altri grandi appuntamenti.” Oggi impegnato nelle proprie attività imprenditoriali, l’ex presidente guarda ancora con attenzione alla crescita della città lariana:

“Como è diventata una sorta di nuova Saint Tropez e anche su questo il gruppo Hartono può avere un ruolo importante. Idee come lo sviluppo del trasporto sul lago devono essere valorizzate perché possono rappresentare una grande opportunità per il territorio.”

Redazione

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