A ognuno il proprio lavoro. Il designatore arbitrale di Serie A fa il suo, e ci mancherebbe. Noi però abbiamo il compito di analizzare e se necessario criticare. Ecco, la scelta di affidare Como-Venezia di domenica a Maria Sole Ferrieri Caputi onestamente apre a numerosi interrogativi.
Una promozione esagerata
L’arbitra (o arbitro? Vabbè) livornese nella stagione 2023-24 aveva diretto ben otto partite di Serie A. Negli ultimi due anni ne ha dirette appena due (la terzultima il 3 novembre 2024, per essere precisi). Un’evidente retrocessione per lei, che è diventata una habituée della Serie B. Tra l’altro le due partite di massima serie affidatele sono state Udinese-Sassuolo, non esattamente il derby di Milano, e l’ininfluente Lazio-Pisa all’ultima giornata. Quest’anno ha arbitrato tre partite di B (Sudtirol-Entella, Benevento-Cesena e Avellino-Padova). Se è stata brava, giusto riproporla in Serie A. Ma addirittura con una squadra in lotta certamente per le prime quattro posizioni e forse addirittura per lo scudetto? L’avrebbero mai designata per, chessò, Udinese-Roma? O forse a fare la differenza è il bacino di pubblico? Mah. In ogni caso buon lavoro alla 35enne, catapultata dalla cadetteria a una partita che può valere moltissimo.
Al VAR ci saranno Cosso e Giua. Rossi e Scatragli invece presidieranno le fasce del Sinigaglia, mentre Pairetto sarà il quarto uomo.



Se fosse stato un uomo cm lo stesso curriculum, avreste fatto lo stesso articolo?