Como, crescita senza limiti: Fàbregas viaggia a ritmo Champions. E il meglio deve ancora arrivare

L'analisi de La Provincia fotografa il salto di qualità dei biancoblù: 23 punti contro i 17 della passata stagione dopo dieci giornate, quarto posto in classifica e una squadra che sembra avere ancora ampi margini di miglioramento.

Il Como di Cesc Fàbregas si è ormai inserito stabilmente nel gruppo delle grandi del campionato. La classifica racconta una squadra quarta, a un solo punto dalla Roma e a due dall’Inter, prossima avversaria in Serie A. Cinque le lunghezze di distanza dalla Lazio, un margine che, secondo l’analisi de La Provincia, non ridimensiona le ambizioni azzurre. Il confronto con la passata stagione è ancora più significativo: dopo dieci giornate il Como aveva raccolto 17 punti, mentre oggi ne conta 23. Sei in più, accompagnati da un miglioramento sia nella produzione offensiva sia nella tenuta difensiva.

Dal settimo posto alla zona Champions

Un anno fa, a questo punto del campionato, la formazione lariana occupava il settimo posto e parlare di Europa sembrava quasi una provocazione. Poi sarebbe arrivata una stagione culminata con la qualificazione in Champions League. Oggi il Como è addirittura quarto e il confronto tra i risultati delle prime dieci giornate conferma la crescita. Nel 2025/26 erano arrivati 17 punti, frutto di quattro vittorie, cinque pareggi e una sconfitta. Nell’attuale stagione il bilancio è di sette successi, due pareggi e una sola battuta d’arresto: Udinese-Como 1-1, Napoli-Como 1-2, Genoa-Como 1-4, Como-Parma 2-1, Frosinone-Como 2-0, Como-Roma 0-0, Fiorentina-Como 1-3, Como-Sassuolo 2-0, Torino-Como 1-3 e Como-Venezia 1-0.

Anche in Champions il Como non si nasconde

A rendere ancora più significativo il percorso c’è l’impegno europeo, affrontato dagli azzurri con personalità e ambizione. Sono arrivati i successi per 4-1 contro Lipsia e Manchester United, oltre alla sconfitta contro il Feyenoord, comunque considerata onorevole. Il Como ha già dimostrato di aver superato ampiamente le difficoltà dell’avvio della scorsa stagione. E c’è un elemento che invita all’ottimismo: il calcio di Fàbregas, costruito su automatismi e meccanismi studiati nei dettagli, richiede tempo per essere assimilato. Con il passare delle settimane, la squadra può continuare a crescere.

Il meglio deve ancora venire

La storia recente delle formazioni allenate da Fàbregas suggerisce che il rendimento migliore arrivi nella seconda parte del campionato. Nella passata stagione il Como conquistò nove vittorie nelle ultime quindici partite; due anni fa furono otto, un bottino che consentì agli azzurri di compiere un importante salto in classifica. Anche per questo le prospettive restano interessanti. Parlare di scudetto, al momento, appartiene più alle discussioni da bar che a obiettivi concreti. Molto più realistico è pensare a una conferma nella zona Champions, lasciando aperta la porta a ulteriori ambizioni.

Un segnale importante è arrivato anche dal trittico contro Sassuolo, Torino e Venezia: tre vittorie ottenute mostrando una maturità nuova, senza necessariamente brillare per tutti i novanta minuti. Una capacità di vincere anche quando lo spettacolo non è continuo, che rappresenta un ulteriore passo avanti. Fàbregas ne è soddisfatto, anche se per il tecnico resta importante riuscire a divertire attraverso il proprio calcio. Il percorso è ancora lungo, ma i numeri raccontano già una certezza: questo Como è cresciuto e può continuare a sorprendere.

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