Il Como di Cesc Fàbregas continua a costruire i propri successi partendo da una qualità che nel calcio italiano resta fondamentale: la solidità difensiva. I numeri certificano il valore del lavoro svolto dal tecnico spagnolo: appena otto reti incassate nelle prime dieci giornate, un bottino che permette ai biancoblù di condividere con la Lazio il primato di miglior difesa della Serie A.
Un rendimento che conferma quanto già mostrato nella passata stagione, quando il Como aveva chiuso il campionato al vertice della graduatoria difensiva con appena 29 gol subiti in 38 partite. Se allora la capacità di concedere poco agli avversari aveva rappresentato una delle chiavi della sorprendente annata lariana, oggi è diventata una componente imprescindibile dell’identità della squadra. Lo stesso Fàbregas non ha nascosto il proprio disappunto nemmeno per le reti incassate a risultato ormai acquisito, a dimostrazione di quanto tenga all’attenzione difensiva dei suoi.
Soltanto un gol subito al Sinigaglia
La filosofia del tecnico parte da un principio preciso: difendere bene significa innanzitutto saper controllare la partita. Come ricordano i colleghi de La Provincia possesso palla, occupazione razionale degli spazi, pressione sugli avversari e riaggressione immediata dopo la perdita del pallone sono gli ingredienti di un sistema che sta dando risultati. Il Como prova a imporre il proprio gioco, tenendo gli avversari lontani dalla propria area e limitando le occasioni concesse. Il possesso, dunque, non è soltanto uno strumento offensivo, ma anche una forma di protezione. Altro che catenaccio.
Dopo dieci giornate, la squadra lariana ha una media di appena 0,8 gol subiti a partita. Il confronto con le due stagioni precedenti è significativo: nel 2024/25, dopo lo stesso numero di turni, le reti incassate erano state 21; nella passata annata appena sei, mentre oggi sono otto. Colpisce soprattutto il rendimento casalingo: al Sinigaglia il Como ha subito una sola rete, al 47′ della ripresa nella partita vinta 2-1 contro il Parma. Le altre sette sono arrivate in trasferta.
Interessante anche il dato relativo ai clean sheet. Lo scorso anno, dopo dieci giornate, il Como aveva già mantenuto la porta inviolata in quattro occasioni, a partire dal successo per 2-0 contro la Lazio alla prima giornata. Nel campionato 2024/25, invece, il primo incontro senza reti al passivo era arrivato soltanto alla sedicesima giornata, a dicembre, con il 2-0 rifilato alla Roma. Un’ulteriore conferma della crescita del reparto.
Ramon, una certezza al centro della difesa
Dietro questi numeri c’è il contributo dell’intero collettivo, a cominciare da Jean Butez, garanzia tra i pali. Il portiere beneficia di una linea difensiva che ha progressivamente affinato distanze, movimenti e coperture, imparando a proteggere anche la profondità. Tra i protagonisti spicca soprattutto Jacobo Ramon, difensore che continua a essere seguito dal Real Madrid. A soli 21 anni, lo spagnolo si è imposto tra i migliori interpreti del ruolo in campionato e guarda anche alla possibilità di una convocazione nella nazionale maggiore.
L’infortunio di Chalobah ha favorito la ricomposizione della coppia con Kempf, ma il rendimento del reparto non ne ha risentito. Anzi, la retroguardia ha continuato a offrire risposte convincenti. Progressi evidenti anche sulle corsie esterne, dove Couto e Kaiki hanno mostrato una maggiore attenzione alla fase di copertura rispetto alle prime apparizioni.
Difesa al top, attacco in crescita
Il Como non si limita a proteggere la propria porta. Se la retroguardia è nuovamente ai vertici della Serie A, anche il reparto offensivo sta facendo registrare numeri importanti. Con 18 gol realizzati, i biancoblù occupano il sesto posto nella graduatoria degli attacchi del campionato. Anche in questo caso il confronto con la passata stagione è favorevole: dopo dieci partite le reti segnate erano state 12, mentre oggi sono già 18. Sei in più, a conferma di una squadra cresciuta in entrambe le fasi e sempre più completa.




