Gli insulti sessisti rivolti a Maria Sole Ferrieri Caputi durante Como-Venezia finiscono sotto la lente della Procura Federale della FIGC. Gli inquirenti hanno avviato un’indagine e richiesto l’acquisizione dei materiali audio e video della partita, con l’obiettivo di identificare i responsabili delle offese discriminatorie indirizzate alla direttrice di gara, appartenente alla sezione AIA di Livorno e di origini pugliesi.
Cori e frasi offensive sono arrivati dagli spalti dello stadio Sinigaglia, alcuni dei quali sono risultati chiaramente udibili anche nel corso della diretta televisiva. Un episodio che ha suscitato indignazione e riacceso il dibattito sul rispetto delle donne nel mondo del calcio.
Il rigore revocato e le offese dagli spalti
L’episodio che ha fatto esplodere le polemiche si è verificato al 28′ del primo tempo, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0. Il centrocampista del Como Luis Milla ha commesso un fallo di mano apparso evidente e Ferrieri Caputi ha inizialmente indicato il dischetto, assegnando un calcio di rigore al Venezia.
Successivamente, richiamata al monitor per una revisione al VAR, con Cosso e Giua nella sala operativa, l’arbitra ha cambiato la propria valutazione, revocando la massima punizione inizialmente concessa ai lagunari.
La decisione ha provocato numerose reazioni sui social, dove non sono mancati commenti sessisti. Ancora più gravi le espressioni rivolte direttamente alla direttrice di gara dagli spalti, tra cui: «Vai a fare la pasta al sugo!» e «Vai a passare l’aspirapolvere!».
Como e AIA al fianco di Ferrieri Caputi
Mentre la Procura Federale lavora per risalire all’identità dei responsabili, sono arrivate le manifestazioni di solidarietà del Como e dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA) nei confronti di Ferrieri Caputi.
L’indagine della FIGC punta ora a ricostruire quanto accaduto attraverso le registrazioni disponibili, affinché gli autori degli insulti possano essere identificati e chiamati a rispondere del proprio comportamento.




