“Il conformismo è il carceriere della libertà e il nemico dello sviluppo“, diceva Kennedy. Oggi essere conformisti e seguire la massa vuol dire pensare all’immediato, ai propri interessi, al “qui ed ora”, al “tutto e subito”. Chi fa scelte diverse è una mosca bianca e viene guardato con stupore.
Tipo Ignace Van der Brempt. Che per il Como ha fatto e sta facendo rinunce pesanti. Non perché ami la maglia biancoblu sin da bambino, ovvio. Evidentemente perché in questo club vede una prospettiva futura importante, talmente importante da indurlo a prendere decisioni controcorrente.
Il terzino belga sarebbe per esempio potuto rimanere al Salisburgo, squadra che fa la Champions. Ignace assaggiò la competizione regina d’Europa tre stagioni fa, quando giocava col Bruges. Poteva tornare a disputarla: certo, nel Salisburgo non era titolare inamovibile, però nel preliminare decisivo ha giocato, al ritorno addirittura titolare. Sarebbe bastato dire: “Ragazzi, io resto qui” e qualche scampolo di partita gli sarebbe capitato anche nella fase a gironi. Invece ha spinto per venire a lottare per la salvezza in Italia.
Dove si è imposto in fretta come titolare. E’ però arrivato qualche infortunio. Che l’ha costretto prima a rinunciare alla convocazione ottobrina in Under 21. E poi, settimana scorsa, a dire di no addirittura alla Nazionale maggiore belga che l’aveva preconvocato. Il problema fisico di Van der Brempt non era grave, tanto che – come vi abbiamo raccontato ieri – si sta già allenando e sembra poter recuperare per la Fiorentina. E’ stato Fabregas a chiedergli/consigliargli di dire di no per recuperare al meglio; il giovane belga avrebbe potuto forzare la mano, pensando: “Ogni lasciata è persa, è la Nazionale, io ci vado”. Magari ieri sera sarebbe sceso in campo contro l’Italia. E invece no, altra rinuncia non da poco. Con lungimiranza: se risolverà i problemi fisici, la chiamata della Nazionale arriverà nel prossimo futuro.
Se è vero che nella vita tutto torna, per VDB ora è il momento di passare all’incasso.


