Bella intervista concessa da Nico Paz a DAZN con un intervistatore d’eccezione: Valon Behrami. La rubrica è My Skills, dove i giocatori oltre a parlare fanno anche vedere sul campo i loro cavalli di battaglia. “Il dribbling è la cosa che mi piace di più nel calcio e mi diverto molto a farlo e ad ascoltare il boato della gente“, ha raccontato il talento argentino, saltando Behrami con rulete e sombreri. “Guardo da che lato arriva il mio marcatore e se mi dà il tempo mi giro dall’altra parte. Mi sto abituando a prendere colpi, anche mio padre ne dava. Per essere una mezza punta lavoro parecchio in difesa e cerco di rubare molti palloni. Mio padre mi dà consigli soprattutto sulla vita fuori dal campo. Per fortuna sono venuto qui con la mia famiglia perché mio padre lavora nel calcio e mia madre lavora da casa. Mi aiuta molto perché fino a qualche mese fa giocavo in Spagna in terza divisione e qui è tutto diverso. Mi sento canario e ho tutto della mia terra, alle Canarie si gioca molto in piazza e in strada, passavamo lì i pomeriggi a giocare contro ragazzi più grandi e questo mi ha insegnato tanto“. Però ha scelto la nazionale argentina: “Non è stato difficile, ho tutta la mia famiglia lì, l’ho sempre tifata ed è un onore per me seguire le orme di mio padre. Condividere lo spogliatoio con Messi e altri grandissimi giocatori credo sia la cosa più incredibile che mi sia mai successa. Mi vergogno molto quando vedo Messi. Un altro giocatore che mi è sempre piaciuto è Dybala“.
Qualche battuta sul Como e sul suo allenatore: “La nostra non è una squadra qualunque, proviamo sempre a giocare e quest’identità ci rende diversi. La cosa più importante che mi dà Fabregas è la fiducia, mi fa stare tranquillo nel fare il mio gioco. Se penso a lui giocatore, posso imparare molto su come faceva l’ultimo passaggio e su come si inseriva in area“.
Un insegnamento l’ha tratto anche dal club che l’ha fatto crescere: “Il Real non si può mai dare per morto e questo mi ha insegnato molto, anche se perdo 4-0 io continuo a correre“.
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