13 anni fa l’addio a Borgonovo: simbolo del Como che vive per sempre nella memoria dei tifosi

Nel giorno del tredicesimo anniversario dalla scomparsa CalcioComo ricorda Stefano Borgonovo tra carriera, lotta alla SLA ed eredità solidale che continua a unire il mondo del calcio e non solo

27 giugno 2013 – 27 giugno 2026: sono già trascorsi tredici anni dalla scomparsa di Stefano Borgonovo, figura simbolo del Como, ricordato ancora oggi, nonostante i fasti attuali del club della famiglia Hartono, come uno dei volti più rappresentativi della storia calcistica lariana. La sua parabola, sportiva e umana, si è conclusa il 27 giugno 2013 dopo una lunga battaglia contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica, affrontata con straordinaria determinazione. Quella SLA che proprio lui aveva ribattezzato come “La Stronza“.

GLI INIZI E L’ESORDIO PRECOCE

Cresciuto nel settore giovanile del Como, Borgonovo esordisce giovanissimo in Serie A, appena diciassettenne, nel 1982 contro l’Ascoli. Attaccante moderno e dotato di grande fiuto del gol, si afferma rapidamente nel calcio professionistico, alternando esperienze tra massima serie e Serie B con la maglia del club lariano.

L’ASCESA TRA LE GRANDI DEL CALCIO ITALIANO

Dopo le prime esperienze, la sua carriera lo porta alla Sambenedettese, dove realizza una stagione da protagonista con 13 reti, prima del ritorno al Como e della definitiva consacrazione. Il salto di qualità definitivo arriva con la Fiorentina, dove forma una coppia offensiva di grande livello con Roberto Baggio, entrando nel giro del grande calcio italiano. Successivamente veste anche le maglie di Milan, Pescara, Udinese e Brescia. In quegli anni arrivano anche tre presenze con la Nazionale italiana, a coronamento di una carriera intensa e segnata da tappe importanti.

L’IMPEGNO DOPO IL CALCIO GIOCATO

Terminata la carriera da calciatore, Borgonovo resta legato al Como, entrando nello staff tecnico del settore giovanile e proseguendo un percorso formativo che lo vede impegnato fino alla Primavera.

LA LOTTA E LA TESTIMONIANZA

La diagnosi di SLA segna profondamente la sua vita, ma non ne interrompe la voce. Grazie a strumenti tecnologici, Borgonovo continua a scrivere e a raccontare il calcio, trasformando la propria esperienza in testimonianza pubblica. Nasce così anche l’impegno con la Fondazione Stefano Borgonovo Onlus, creata insieme alla moglie Chantal, con l’obiettivo di sostenere la ricerca e le famiglie dei malati.

LE INIZIATIVE E IL RICORDO NEL CALCIO ITALIANO

Negli anni si susseguono numerosi eventi benefici a lui dedicati sia dal Como che dalla sua tifoseria, su tutti non possiamo ricordare quello dei Pesi Massimi Como, fino alle iniziative tra grandi club italiani come Fiorentina e Milan, tutte finalizzate alla raccolta fondi per la ricerca sulla SLA. Borgonovo si spegne a soli 49 anni: era il pomeriggio del 27 giugno 2013. L’Italia stava per scendere in campo nella semifinale di Confederations Cup contro la Spagna: per onorarne la memoria gli Azzurri decidono di scendere in campo con il lutto al braccio. Anche dopo la sua scomparsa, il suo nome continua a essere presente nelle iniziative solidali e nella memoria collettiva del calcio.

UN’EREDITÀ CHE RESTA

Borgonovo lascia un segno profondo nel mondo sportivo e umano. Per i tifosi lariani resta molto più di un ex calciatore: è un simbolo identitario. Ancora oggi, allo stadio Sinigaglia, sventolano bandiere raffiguranti la sua effige e tributi che ne celebrano la memoria, mentre il suo impegno continua a vivere attraverso la fondazione e le iniziative a lui dedicate.

Personalmente mi piace ricordarlo con le parole che Roberto Baggio dedicò a sua memoria: «Caro Stefano, l’impresa più bella che sei riuscito a costruire negli anni è stata quella di trasformare il veleno della malattia in medicina per gli altri. Ciao amico mio, onorerò per sempre la tua persona.» Perché i Grandi Uomini riconoscono sempre altri Grandi Uomini.

Stefano Borgonovo
Redazione

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