Il mercato del Como è stato tra i più ricchi d’Europa nella sessione invernale, confermando l’ambizione della società di costruire un progetto di alto livello. Con oltre 100 milioni spesi tra estate e inverno, il club ha investito pesantemente per rafforzare la squadra, anche se molte operazioni devono ancora essere valutate dal punto di vista tecnico. Tra gli acquisti già visti in campo figurano Diao, Butez, Smolcic, Caqueret e Valle, mentre resta da verificare l’apporto di Vojvoda, Douvakis, Azon e Ikoné.
Secondo l’allenatore Cesc Fabregas, il mercato non è stato pensato solo per l’immediato, ma anche per gettare basi solide per il futuro. L’obiettivo primario rimane la salvezza, ma la strategia del club punta a creare un gruppo stabile e competitivo anche nelle prossime stagioni. Fabregas, figura centrale del progetto, avrà quindi il compito di gestire un piano pluriennale volto a consolidare il Como nel calcio che conta.
Un flusso di investimenti costante: il ruolo di Sent e degli Hartono
La crescita del Como è sostenuta da un modello finanziario peculiare che, come spiegano i colleghi de La Provincia, differisce dalle strategie tradizionali del calcio europeo. Dal 2018, anno dell’acquisizione del club, la società inglese Sent ha effettuato ben 31 aumenti di capitale, per un totale di 245 milioni di sterline.
A differenza delle grandi società calcistiche che operano con aumenti di capitale sporadici ma consistenti, la strategia del Como è basata su iniezioni di denaro più frequenti, seguendo passo dopo passo lo sviluppo del club. Nel solo 2024, secondo dati pubblicati da Milano Finanza, sono stati immessi 138 milioni di sterline, distribuiti in nove operazioni successive tra gennaio e dicembre. Nel 2023, invece, l’aumento di capitale era stato di 57 milioni.
Questa politica di finanziamento ha accompagnato la crescita del Como attraverso le categorie: dalla Serie C (2019-2021), alla Serie B (2021-2024), fino all’attuale Serie A (dal 2024). Il club ha accumulato perdite di bilancio, ma la proprietà ha sempre garantito copertura finanziaria, con il supporto degli imprenditori indonesiani Hartono, che secondo Forbes dispongono di un patrimonio di oltre 50 miliardi di dollari.
Un progetto a lungo termine, ma con incognite
L’approccio seguito dal Como non ha puntato sulla valorizzazione immediata del settore giovanile, come accaduto per l’Atalanta, ma su una strategia di crescita che non rallentasse l’ascesa della squadra ai massimi livelli. Tuttavia, resta il dubbio su quale sia il vero obiettivo della società: perché investire cifre così elevate senza ricavi immediati all’orizzonte?
Uno dei possibili risvolti è la costruzione del nuovo stadio, che potrebbe rappresentare il fulcro di un piano industriale sostenibile, capace di trasformare il Como in una destinazione calcistica e turistica di livello internazionale. Il percorso è ancora lungo, ma la proprietà sembra convinta della propria scommessa, proseguendo senza esitazioni in un progetto che potrebbe rivoluzionare il club e il calcio italiano.
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