Fabregas sgrida i giocatori: “Tornino coi piedi per terra, non siamo al Bayern”

Dichiarazioni forti del tecnico catalano: "Certi atteggiamenti non mi sono piaciuti. Salvo solo Diao, nei suoi panni non l'avrei passata a nessuno"

E’ un Cesc Fabregas molto arrabbiato quello che si è presentato in conferenza stampa dopo Como-Empoli. Dichiarazioni forti, che colpiscono, riportate da Le-News:

“Non sono contento, la cosa più importante di oggi è il risultato. Non è malissimo non perdere in Serie A a questo punto della stagione, ma dobbiamo tornare ad essere più umili. I ragazzi devono ricordarsi che stanno giocando nel Como, non nel Bayern Monaco; dalla tribuna ho notato questo. Dobbiamo tornare con i piedi per terra. La prestazione di oggi è responsabilità mia, proverò a risolvere i problemi emersi oggi. Abbiamo segnato ancora per primi con una bellissima azione, però siamo stati ripresi anche oggi. Loro hanno tenuto poco la palla ma ci hanno fatto male, e lo sapevamo. Non mi sono piaciuti per niente alcuni atteggiamenti. Ci aspettavamo una partita così, dobbiamo stare più attenti. L’unico che posso salvare oggi è Diao, che è tornato giovedì pomeriggio ed era l’unico che dava la sensazione di poter fare qualcosa. Fossi stato in lui non l’avrei passato a nessuno e sarei andato dritto verso la porta. Anche Vojvoda ha fatto una buona partita. Ci manca qualcosa in zona di definizione, siamo poco cattivi ed è per questo che abbiamo solo 30 punti; è la storia della nostra stagione. Sicuramente D’Aversa sarà più contento di me alla fine di questa partita. Douvikas? Può darci tanto, è un giocatore di gamba che resiste ai duelli. Penso che possa fare molto bene, ci pressano tutti uomo su uomo. Con degli spazi può fare la differenza“.

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[…] Le dichiarazioni di sabato di Cesc Fabregas ci hanno sorpreso. Una vera e propria lavata di testa alla sua squadra, dopo che per mesi l’abbiamo sentito dire frasi tipo: “Ai ragazzi non posso dire nulla, io sono molto esigente e loro cercano di imparare in fretta“. Dopo Como-Empoli invece i toni sono stati completamente diversi: il richiamo all’umiltà e al tornare coi piedi per terra, perché “non siamo al Bayern“. E poi la frase più strana: “L’unico che posso salvare è Diao, che è tornato giovedì pomeriggio ed era l’unico che dava la sensazione di poter fare qualcosa. Fossi… Leggi il resto »

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