Dopo aver scontato tre turni di squalifica, Jesus Rodriguez è pronto a tornare protagonista. L’attaccante spagnolo del Como, fermato dopo l’espulsione contro la Cremonese, sarà tra i candidati per una maglia da titolare nel match infrasettimanale contro l’Hellas Verona al “Sinigaglia”. Un ritorno atteso, non solo per la qualità che può offrire sull’out sinistro, ma anche per la freschezza e l’entusiasmo che il giovane talento ha portato fin dal suo arrivo in riva al lago.
In un’intervista rilasciata ai microfoni del club, Rodriguez ha raccontato le sue prime settimane in Italia. “Mi sto ambientando molto bene. Mi sento a mio agio con i compagni, soprattutto con quelli che conoscevo già come Assane, Jaco e Álex Valle. Mi stanno aiutando moltissimo, dentro e fuori dal campo”. L’inserimento, facilitato dal gruppo di giocatori di lingua spagnola, è stato rapido: “Viviamo tutti vicino, spesso ci incontriamo anche fuori dal centro sportivo. Questo mi ha permesso di sentirmi subito parte della squadra”.
La scelta di lasciare la Spagna non è stata semplice, ma è nata dal desiderio di abbracciare un progetto ambizioso. “Il Como mi ha convinto perché ha una visione chiara e moderna. – ha dichiarato l’ex Betis Siviglia – È un club che crede nei giovani e dà loro spazio, con una mentalità vincente e un modello di gioco definito. In Spagna, tanti vedono il Como come una società in crescita, destinata a diventare una realtà importante”.
Rodriguez non nasconde l’emozione per il distacco dal suo passato: “Lasciare il Betis, dove sono cresciuto e dove ho trascorso quattro o cinque anni, è stato difficile. Avevo tutto lì, la mia famiglia, i miei amici, i miei affetti. Ma nella vita arrivano occasioni che non puoi lasciarti sfuggire, e questa per me lo era. Sono felice della decisione presa e, chissà, magari un giorno tornerò a casa”.
Sotto la guida di Cesc Fabregas, Rodriguez sta affinando la propria maturità tattica. “Allenarsi con un campione del mondo è incredibile. Ogni giorno ci chiede intensità, pressing alto e coraggio nell’uno contro uno. Per noi esterni è uno stimolo enorme. Ti spinge a dare il massimo e a credere davvero nelle sue idee”. L’attaccante spagnolo ha anche parlato della competizione interna come motore di crescita: “Se ti rilassi, c’è sempre qualcuno pronto a prendere il tuo posto. È un bene, perché ti obbliga a migliorarti continuamente”.
Dal punto di vista tecnico, il giovane ha notato differenze importanti tra i due campionati: “In Spagna il gioco è più tattico, in Italia invece è più fisico e pieno di duelli individuali. Devi essere pronto a combattere in ogni zona del campo. È una sfida che mi piace”.
A soli diciannove anni, Rodriguez dimostra una maturità sorprendente e un obiettivo chiaro: ritrovare il divertimento nel calcio. “Voglio tornare a giocare con il sorriso, come facevo da bambino. C’è stato un periodo in cui avevo perso l’entusiasmo, ma ho capito che non potevo permettermelo. Questo è ciò per cui ho lavorato da sempre: divertirmi e mostrare la versione migliore di me”.
Il Como, che punta molto sulla crescita dei giovani, ha trovato in Rodriguez un giocatore capace di unire talento, disciplina e passione. Il suo ritorno in campo rappresenta un rinforzo fondamentale per Fabregas, che potrà contare di nuovo su un’arma in grado di accendere l’attacco e dare imprevedibilità alla manovra offensiva.
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