Fabregas: “Devo rialzare la testa dei ragazzi, cosa posso dirgli oggi?”

Cesc inconsolabile e provocatorio: "Abbiamo perso, in Italia piace il risultatismo. Il rigore? Sicuramente Marelli è molto più bravo a commentarlo..."

E’ un Cesc Fabregas tra l’abbacchiato e il provocatorio quello che si è presentato ai microfoni di DAZN nel post Como-Milan 1-3. La prima domanda è stata sull’episodio del rigore e del precedente contatto tra Van der Brempt e Saelemakers, che Luca Marelli aveva appena valutato come non falloso: “Ho sentito molto bene questa persona… Ecco, scusami, Luca Marelli, che sicuramente è un professionista molto più abile e bravo per commentare questo episodio, quindi lascio a voi“. Con la sua classica espressione furba e sardonica, che non permette di capire fino in fondo la percentuale di “sfottò” nelle sue parole.

Anche riguardo alla partita, Fabregas non è in vena di tante parole: “Abbiamo perso e si deve crescere, migliorare e fare meglio le cose, provando a vincere la prossima“. Gli viene chiesto se ci sia da migliorare la fase difensiva, ma lui giustamente risponde perplesso: “Bah, eravamo la seconda miglior difesa d’Europa prima di oggi, poi si può parlare di tante cose. Non possiamo essere perfetti. Complimenti al Milan, hanno vinto e hanno avuto ragione loro. Io devo gestire come rialzare la testa dei ragazzi. Non ho detto niente ai ragazzi, cosa gli dicevo dopo una partita così persa 1-3? Non succede tante volte. Bravo il Milan, il suo portiere, Rabiot. E’ così, a volte bisogna dire bravo ai singoli avversari. A me la mia squadra è piaciuta molto. Ci hanno fatto male in una delle cose che avevamo preparato. Niente, quando c’è sconfitta si cresce di più“.

La collega di DAZN prova a tirarlo su ricordandogli le sue dichiarazioni di ieri sulla proporzione “Fabregas : Allegri= Serie B : Champions” e sottolineando che stasera non si è vista tutta questa differenza tra i due tecnici. Ma il tecnico lariano è inconsolabile: “No, no. 1-3, 1-3, risultato: 1-3. Il risultatismo che piace tanto qua“. Sorride, si toglie l’auricolare e se ne va.

Concetti ribaditi anche a Sky, ma in maniera un po’ più approfondita e serena: “Abbiamo fatto molte cose bene, partita normalmente da vincere, dominata, abbiamo fatto quasi 500 passaggi in più di loro. Solo contro la Lazio ricordo un primo tempo così dominante: se avessimo fatto il secondo/terzo gol che meritavamo, si può vincere. Sapevamo di poter perdere per due cose: le loro individualità, quindi abbiamo pressato bene Modric, bene ma non benissimo Rabiot; poi coi contropiede. Devo riguardare la partita 50 volte, essere molto lucido e poi domani parlare coi ragazzi. Quando perdi 3-1 vuol dire che tante cose si devono migliorare. Rabiot ha vinto la partita, anche Maignan, giocatori troppo forti che ti fanno vincere, ma come squadra i miei ragazzi hanno fatto una grossa partita. Però sono stupido ad essere orgoglioso di un 1-3“.

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