ESCLUSIVA CC – “Mi è venuta voglia di Sinigaglia. E in questo Como ci starei bene”

Abbiamo chiacchierato con l'unico bosniaco della storia del Como, Vedin Music. Con qualche ovvio riferimento alla finale playoff per i Mondiali

Bosnia, Bosnia e ancora Bosnia. In Italia non si parla d’altro. E per un tifoso del Como, Bosnia è sinonimo di Vedin Music, instancabile motorino di fascia sinistra protagonista della promozione in A del 2002 e anche (purtroppo) della retrocessione l’anno dopo. Ne abbiamo approfittato per sentirlo, parlando di Como ma anche ovviamente di nazionale.

Bello risentirti dopo qualche tempo, Vedin. Sei sempre fuori dal mondo del calcio, giusto?

Esatto, non sono più nel mondo del calcio. Per un periodo ho allenato la nazionale Under 19, ma adesso faccio altro. Lavoro nel settore immobiliare a Sarajevo”.

Ma sei sempre un tifoso. Da cosa vuoi partire: dal Como o da Bosnia-Italia?

Beh, in questi giorni si parla soprattutto di Bosnia-Italia. Una finale vera per andare ai Mondiali”.

E come la vedi?

Io sono contento che sia passata l’Italia rispetto all’Irlanda del Nord. Amo l’Italia e mi sono sempre trovato bene, ci ho giocato dieci anni. Sono contento che si giochi quella partita martedì sera, sarà dura per tutte e due ma l’Italia è favorita perché è sempre l’Italia. Comunque noi giochiamo in casa, la vittoria in Galles ci dà più motivazione e può succedere di tutto. Nell’ultimo anno e nelle ultime partite siamo sempre in crescita: la vittoria con la Romania, poi in Austria vincevamo 1-0, siamo stati rimontati e abbiamo perso l’opportunità di andare direttamente ai Mondiali. Col nuovo allenatore Barbarez stanno facendo bene. Ci sono giovani ragazzi, più qualche vecchio come Dzeko e Kolasinac che danno una mano. Può vincere tante partite ed essere pericolosa”.

Anche perché la Bosnia avrà meno pressione rispetto all’Italia…

Sì, un po’ meno, noi abbiamo già fatto tantissimo e se non ce la faremo ci dispiacerà, ma se perdesse l’Italia sarebbe un disastro visto che non si sono qualificati agli ultimi Mondiali. Devono vincere per forza”.

Andrai allo stadio?

Sì sì, andrò a Zenica a vedere la partita”.

Tarik Muharemovic

C’è un calciatore bosniaco che vedresti bene nel Como, visto il gioco di Fabregas?

Mi viene in mente l’ala Kerim Alajbegovic del Salisburgo: ha 18 anni, veloce, rapido, bravo nell’uno contro uno. E poi Muharemovic del Sassuolo: è fortissimo, sta facendo bene anche in Italia e ha già tante squadre che lo vogliono”.

Per ora però sei l’unico bosniaco della storia del Como. E forse il Music di 25 anni fa ci starebbe bene in questa squadra, a fare su e giù sulla fascia sinistra come Alex Valle e Moreno…

Può darsi, velocità, rapidità… Sì, se avessi avuto 25/26 anni avrei potuto farlo. La squadra sta facendo bene, gioca un bel calcio, ha una squadra interessante e un bravo allenatore. Ha portato qualcosa di diverso al calcio italiano”.

Anche se molti ci criticano per non avere italiani…

Beh, l’Italia ha sempre meno giocatori veri come aveva in passato. Penso agli attaccanti o ai numeri 10. Può darsi sia anche per quello che il Como non ha giocatori italiani”.

Un percorso quasi da videogioco quello che stiamo vivendo, dalla D all’Europa. Come lo vedi?

Una grande cosa, ottime scelte di giocatori e dell’allenatore. Non è facile ma ci sono riusciti. Speriamo vada in Champions League, io sarei contento”.

Quando te ne sei andato da Como, per molti è stato un grande dispiacere. Anche perché iniziavano a suonare tanti allarmi sulla società. Che ricordi hai?

Per forza ho dovuto andarmene. Siamo retrocessi, io ero in grande condizione e dovevo ancora giocare in Serie A. Magari se ci fossimo salvati sarei rimasto volentieri un altro anno. Ma le cose non andavano bene per tutti e sono dovuto andare”.

Enrico Preziosi, patron del Como ai tempi di Music

Colpisce il confronto tra due squadre in cui hai giocato: Como e Torino. Quest’ultimo ha una storia maggiore, però si trova in una situazione magari non così disastrosa però peggiore, soprattutto a livello di ambiente. Forse a volte essere una piazza piccola aiuta, è tutto più tranquillo e si può crescere meglio?

Il Torino ha una grande tifoseria, ci sono tante persone che amano il Toro. Però sì, nelle piazze più piccole è più facile giocare. Io a Como mi sentivo proprio bene, ho vinto lì e anche a Torino, però a Como mi sentivo più importante, stavo bene anche mentalmente. Qualche volta negli ultimi 15 anni sono tornato lì un paio di volte, non sono mai andato allo stadio ma visto che sta facendo bene mi è venuta voglia anche di venire a vedere una partita al Sinigaglia. Vediamo, mi piacerebbe”.

Allora facciamo così: facciamo un appello alla società per invitarti allo stadio, ma solo se l’Italia vince con la Bosnia. Altrimenti non ti vogliamo!

“(Ride, ndr) Io ovviamente tiferò Bosnia, poi vinca il migliore. Anche perché per chi passerà, il girone non sarà impossibile, con Svizzera, Canada e Qatar. Speriamo sia una bella partita e che entrambe siano nelle condizioni di giocare al meglio”.

Redazione

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